Truffa/ Raccordo Anulare: i pirati viaggiano sul carro attrezzi
di Fabio Carosi
| Ecco le tariffe Aci per i non soci |
C'è lo zingaro che si nasconde nelle strade di Trigoria e fa su e giù con la Garbatella, puntando ogni tanto sul Gra tra la via del Mare e la Casilina. Un giro, una rapida occhiata se c'è qualche cofano alzato in corsia di emergenza e poi rientra in attesa. Gli hanno ritirato la patente più volte perché ubriaco ma è sempre in circolazione. Ha la base operativa tra le colline di Fioranello dove, insieme alla madre, una donnona del clan Casamonica gestisce uno sfasciacarrozze nascosto tra muri invalicabili e piante.
Poi c'è il lupo. È un pirata sui generis perchè è un solitario. La base operativa è a nord, al Nomentano e da qui attende la chiamata. Poi c'è “er piotta” sempre al bar con “Carlo Attrezzi” di ispirazione disneyana: sono loro i “pirati del Grande Raccordo Anulare”, i carri attrezzi abusivi che depredano gli automobilisti bloccati dai guasti , con tariffe che a volte arrivano anche a 200 euro per qualche chilometro, invece dei 45€ previsti dalla tariffa ufficiale nelle strade urbane. In estate, col traffico delle vacanze che transita per Roma da nord a sud, scaldano motori, argani e beffano ignari clienti con conti salatissimi. 
Veri predoni, pirati del soccorso in barba alla regola e ai cartelli che dicono chiaramente che sull'anello che circonda Roma, solo gli “autorizzati” possono effettuare il soccorso auto. E sono l'Aci e la Europ Assistance tutti gli altri, i carri attrezzi gialli senza brand sulla tangenziale romana possono solo transitare ma non “soccorrere” o “caricare”. Invece, in barba agli scarsi controlli della Polstrada, costretta più a dedicarsi alla serie infinita di incidenti che all'antipirateria, i “carri” imperversano.
Affaritaliani li ha seguiti per un giorno e ha scoperto la base operativa: è nell'area di servizio Casilina Sud, qui nell'ampio parcheggio i carriattrezzi si riuniscono e negoziano la “torta”. Intanto il meccanismo: grazie ad una serie di benzinai compiacenti e spesso a qualche centralinista delle emergenze, affidano il mercato al telefonino. Arrivano le chiamate e loro partono e, a seconda del cliente e del carico di lavoro, “sparano” la tariffa: 150 euro per un trasporto che possono diventare anche 200 se l'automobilista è del nord Italia o uno straniero con famiglia e auto stracarica. E qui la prima truffa. La seconda è quella dei meccanici compiacenti: il network del “carro pirata” si completa infatti con la serie di officine alle quali si appoggiano, che riconoscono una royalty in caso di arrivo dell'auto guasta. Se poi la vittima è anche un “pollo con sindrome da vancanza a rischio”, la spennatura è servita: 200 di carro più un intervento di altissima meccanica con l'aggravante dell'urgenza per ripartire al più presto e si possono anche spendere 1000 euro per una “maledetta cinghia” rotta.
Dicevamo della base operativa. L'area di servizio Casilina è strategica intanto perché è ampia e poi perché è a ridosso di un cavalcavia che consente in pochi secondi di passare dalla corsia esterna a quella interna. E viceversa. Qui si tratta, si mangia e si beve in attesa che il telefonino squilli e poi si parte verso “er giretto” che consiste in un rapido giro del Gra sulla corsia “lenta” alla ricerca di qualche automobilista in difficoltà. L'approccio è gentile: “Dottò, serve aiuto? Io non potrei perché sono qui di passaggio. Ma lei dove deve andare?”. Se l'automobilista è di quelli da officina autorizzata si tratta sul prezzo, anche considerando il “rischio” che il carro pirata corre nell'infrangere la regola, se invece si affida al “carrista” c'è anche lo sconto perché si va “all'officina dell'amico mio che sta qua vicino e che è un fenomeno”. La trappola si chiude spesso al bancomat dove l'automobilista viene accompagnato di persona prima di scaricare l'auto.
Già, perché il Pirata del Gra non accetta assegni, carte di credito e bancomat: solo denaro contante. E la truffa è servita: soccorso immediato per sfuggire ai controlli, carri in pessime condizioni, autisti ad alto tasso alcoolico e officine da preistoria della meccanica. Occhio ai guasti, sul Raccordo Anulare c'è da avere paura.



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