Il porto delle nebbie
Scrive il Consiglio superiore della magistratura nell'analisi sul Tribunale di Roma che ha decretato la bocciatura del piano organizzativo per il triennio 2009-2022: si lamenta l'assenza di “un organico, documentato e razionale programma di analisi dei flussi e delle pendenze, che deve essere accompagnato da rilevazioni statistiche attendibili”.
Secondo il Csm, “alla gravità della situazione dei dibattimenti collegiali penali, e segnata oltre che dall'incremento dalla manifesta difficoltà nella conduzione di processi a elevata complessità, non si è fatto fronte con l'aumento dei magistrati addetti e delle udienze”. Ma Palazzo dei Marescialli va oltre: “Al calo consistente della produttività della sezione gip-gup (l'indice di smaltimento è passato in due anni dal 103% all'83%) non si è posto rimedio con adeguata sollecitudine”.
Il bilancio è in rosso per i processi penali pendenti aumentati dal 2009 del 22 per cento e sempre più lunghi. E pensare che quello di Roma è il Tribunale più grande d'Europa. Alla fine il piano triennale è stato giudicato: “Non convincente”. Non solo processi interminabili ma anche scarsa organizzazione.



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