Trevi e Navona. Alemanno rincara sui divieti
Giro di vite su eventi e manifestazioni nel centro storico. Firmata l’ordinanza che vieta, sino al 31 dicembre, l’utilizzo a vario titolo di piazza Navona e Fontana di Trevi. La giunta spera di scongiurare così il rischio danneggiamenti al bene pubblico
I responsabili degli uffici e servizi dell’amministrazione capitolina non potranno più procedere al rilascio di concessioni di suolo pubblico per eventi e manifestazioni da svolgersi nell’area di Piazza Navona e della Fontana di Trevi. Il divieto, che è in vigore da oggi e fino al 31 dicembre 2011, è stato firmato dal sindaco per prevenire e contrastare “le situazioni in cui si verificano comportamenti quali il danneggiamento al patrimonio pubblico e privato o che ne impediscano la fruibilità e determinano lo scadimento della qualità urbana”.
Si ampliano così i limiti imposti dalla stessa giunta Alemanno con la deliberazione n. 48 del 18 maggio 2009, avente per tema il “Regolamento d’uso delle Piazze del Centro Storico di Roma”, nel quale erano indicate diverse piazza del centro storico, con le quali erano compatibili solo certi tipi di attività tra cui “manifestazioni politiche e/o sindacali che siano compatibili con le Piazze, con il tessuto urbanistico dell’area, con la mobilità della zona, con i beni e i complessi monumentali ivi presenti e con l’impatto sulla residenza e sulle attività produttive”.

La delibera, che vieta iniziative a carattere commerciale, eventi e manifestazioni, non si applica al “Mercatino di Natale e Festa della Befana” in Piazza Navona, per l’esercizio di professioni artistiche regolamentate per le riprese cinematografiche e televisive e per gli eventi e manifestazioni promossi ed organizzati dall’Amministrazione Capitolina, “in ragione della loro insita rilevanza pubblica”.
La decisione prende le mosse dalla crescente necessità dell’amministrazione di tutelare il patrimonio pubblico della Città di Roma, e in special modo quello artistico e monumentale del Centro Storico dichiarato “patrimonio dell’umanità” dall’Unesco, messo in pericolo dai recenti atti vandalici contro la fontana del Moro e la fontana di Trevi. Dal momento che lo “svolgimento di eventi, manifestazioni, sit-in, comportando l’installazione di palchi, scenografie, manifesti, gazebo ed altri allestimenti tecnici il cui ingombro rischia di causare seri danni in sede di trasporto e/o installazione, ma inoltre a causa della presenza di un considerevole numero di persone che si uniscono a quelle del già consistente flusso turistico, riduce e/o oscura anche la visuale degli impianti di videosorveglianza e rischia di compromettere il regolare esercizio delle operazioni di vigilanza delle stesse aree da parte delle forze di polizia e, comunque, la limitazione della fruizione del patrimonio artistico-culturale” l’ordinanza si è dimostrata necessaria all’amministrazione capitolina impegnata nel compito di trovare un difficile equilibrio “tra l’interesse pubblico di massima fruizione del territorio, da un lato, e l’interesse pubblico di tutela del patrimonio in esse esistente, dall’altro”.


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