Traffico, Alemanno svolta a sinistra con Amato
Lunedì, 17 maggio 2010 - 19:03:00
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“Voi toglierete dalle strade monumentali di Roma la stolta contaminazione tranviaria, ma darete modernissirni mezzi di comunicazione alle nuove città che sorgeranno, in anello, attorno alla antica. Un rettilineo che dovrà essere il piú lungo, e il piú largo del mondo, porterà l'empito dei mare nostrum da Ostia sino nel cuore della città dove vegli l'ignoto”.
Probabilmente Massimo Tabacchiera presidente dell’agenzia Roma Servizi per la Mobilità non ha letto il libro dell’urbanista Italo Insolera, nel quale si fa riferimento al discorso con cui il Duce segno le linee guida per lo sviluppo di Roma. Altrimenti non avrebbe “contaminato” l’accordo tra Comune e Unione Industriali finalizzato a costruire una partnership per studiare sistemi di mobilità, con un singolare e inatteso ritorno del tram.
“E' allo studio un progetto per ritirare fuori la rete tranviaria di Roma, anche quella tuttora esistente sotto il manto stradale – ha detto, angelico, Tabacchiera davanti al sindaco silenzioso e all’assessore alla Mobilità Marchi quasi impietrito - i tram hanno capienza doppia rispetto agli autobus che oltretutto sono più inquinanti e rumorosi". Se così sarà, anni di cultura della mobilità di centrodestra verrebbero cancellati con una svolta a sinistra, verso quella “cura del ferro” inventata dal vice-Rutelli, Walter Tocci e mai attuata ma citata come se fosse il vangelo dal solito Tabacchiera. Non solo tram, ma l’ispirazione che dovrebbe guidare Roma per alleggerire il peso degli autobus, viene dalla linea 8, quella che proprio durante la reggenza di centrosinistra segnò il ritorno nella Capitale dei tram di nuova generazione e delle corsie protette. E anche delle proteste del centrodestra, capitanato allora da Francesco Storace, quando la destra si chiamava Alleanza Nazionale.
Che il Comune di Roma non abbia le idee chiare sul trasporto pubblico è materia nota, ma che la crisi economica causasse un dietrofront è sorprendente. Sindaco Alemanno in testa, la presenza dell’Unione Industriali è stata l’occasione per ridefinire esigenze, criticità e soluzioni. Torna di moda prepotentemente il termine “collettivo”, al posto dell’individuale, cioè Roma potrà muoversi solo caricando quote significative degli spostamenti quotidiani dal privato al pubblico. E a dirlo è stato proprio il sindaco Alemanno che ha poi aggiunto: “Il futuro è nella tecnologia, anche se le verifiche sulla linea C hanno dimostrato che non è possibile costruirla secondo standard moderni, la linea D sarà invece realizzata a basso impatto economico e con sistemi leggeri”.
Dunque, infrastrutture più leggere, ritorno alla circolazione tranviaria, lotta alle invasioni dei pullman turistici e un nuovo piano per il carico e scarico delle merci. La seconda parte del mandato Alemanno sembra improntata al “mettere”; tutt’altra cosa rispetto al “togliere” dei primi mesi, quando si pensò alla riduzione della sosta a pagamento e addirittura alla concessione delle poche corsie preferenziali alle due ruote.
A chiarire che il traffico e la mobilità sono una priorità ci ha pensato senza mezzi termini il presidente della Uir, Aurelio Regina, il quale ormai è il vero traino dell’economia romana. Dopo aver “sistemato” la vicenda della rete elettrica e aver dato un’accelerazione alla candidatura alle Olimpiadi, Regina prende il traffico per le corna: “La mobilità è uno dei dieci requisiti chiesto dal Cio – ha detto – e ora c’è un forte interesse privato per la realizzazione di progetti strutturali”. Stanco delle chiacchiere e deciso a portare le Olimpiadi a Roma, Regina ha affidato a Giuliano Amato (che non è mai stato uomo di destra o centrodestra, ndr) il compito di mettere ordine nel traffico caos e così l’ex dottor Sottile ha costretto le Ferrovie e il Comune a sottoscrivere un protocollo d’impresa per “migliorare i trasporti nel territorio metropolitano”. Visto che il Comune non ha soldi e di solito batte cassa con il project financing, l’attuazione del Piano Strategico per la Mobilità verrà decisa in un tavolo in cui imprese e Comune lavoreranno insieme per attuare progetti reali ed efficaci, cercando di raccogliere quanti più soldi possibili dal capitolo europeo della Mobilità Sostenibile. Il resto lo metteranno i privati che poi si riserveranno di scegliere se gestire o meno. Insomma un bel commissariamento a partire dalla visione della città che non è più quella di prima e che da oggi si chiama territorio metropolitano. Alemanno, che al tavolo non ha chiamato la Provincia, di fronte alla domanda di un cronista si è ricordato che esiste anche la Regione e ha aggiunto che sarà uno dei protagonisti.



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