Terremoto, il reatino epicentro della paura

Venerdì, 3 settembre 2010 - 12:34:00

 

di Alessandra Lanzi

montagna trentino

La terra torna a tremare nel reatino dove al popolazione non riesce più a dormire sonni tranquilli. Un sisma di intensità 2.2 è stato registrato dall'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia alle 6,53 di questa mattina. Il terremoto è stato localizzato nel distretto dei monti reatini. I comuni più vicini all'epicentro sono Borbona (in provincia di Rieti), Barete, Cagnano Amiterno, Capitignano e Montereale (in provincia de L'Aquila). Nella stessa zona alle 4,24 era tata registrata una scossa di magnitudo 3.3.

Il TRIANGOLO - Se si considerano le scosse degli ultimi due giorni, l'epicentro del terremoto si trova al confine fra l'Abruzzo e il Lazio e più in particolare fra Borbona, Posta e Montereale, dove la terra trema da quasi un anno, ma solo nelle ultime ore le scosse sono aumentate di intensità. A Montereale, comune dell'Aquilano a 35 km dalla città capoluogo, gli abitanti controllano costantemente il sito dell'Ingv e sobbalzano ad ogni più piccolo movimento. L'apprensione cresce dopo l'intensificarsi, negli ultimi giorni, dello sciame sismico. Giuliani, che molti contattano per avere ''dritte'' dopo il tragico successo della previsione del sisma del 6 aprile 2009, ha sentenziato che l'attività tellurica nel distretto di Montereale si è quintuplicata rispetto al 2006 e 2007.

IL REATINO - Intanto nei comuni di Posta e Borbona, situati a circa 40 chilometri dalla città di Rieti, sono arrivati gli uomini della Protezione Civile. Una tensostruttura attrezzata per favorire l'aggregazione delle persone soprattutto nelle ore notturne, è già stata montata nel campo sportivo di Posta dove d'estate i giovani del paese si allenano a calcio. Secondo quanto riferito dagli abitanti del piccolo comune, ancora non è stata utilizzata da nessuno, ma moltissime persone hanno dormito all'interno delle proprie auto. E c'è anche chi ha ripreso a dormire con i vestiti nei piani bassi delle abitazioni. All'origine della paura degli abitanti c'è l'"esperienza" dell'Aquila dove, prima del disastro, molti ''segnali'' erano rimasti inascoltati.

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