Taxi, è tregua ma "armata". Bittarelli denuncia il pericolo infiltrati

Il leader di Uritaxi denuncia la presenza al Circo Massimo di facinorosi pronti ad infiammare e a far degenerare la protesta: “C'è qualcuno che cerca lo scontro a tutti i costi”. Le controproposte ora all'esame del Governo per la valutazione. LA GALLERY del Circo Massimo

Giovedì, 19 gennaio 2012 - 18:19:00


Dopo la protesta l'attesa e un lentissimo rientro alla normalità. Ma il vento soffia sempre sul fuoco dei tassisti romani e dei colleghi provenienti dal resto d'Italia che da giorni ormai stazionano al Circo Massimo, nuova base operativa della linea dura contro le liberalizzazioni.

La tregua arriva dopo l'ennesimo incontro col governo che ha ascoltato le controproposte con le quali i rappresentanti sindacali hanno tentato di ridurre l'impatto del decreto. Accolto con grida e insulti, i leader delle undici sigle sindacali hanno faticato a tenere sotto controllo la fronda che da giorni si prepara ad abbandonare la linea morbida e passare all'azione.

Proprio Loreno Bittarelli, leader dell'Uritaxi nazionale ma anche presidente della Coop 3570' che per numero di iscritti e investimenti tecnologici è ledaer d'Europa, lancia l'allarme: “Nessuna guerra, anzi dialogo – dice ad Affaritaliani.it – anche se il timore che questa protesta possa superare il confine della civiltà è tantissimo. Tra i colleghi del Circo Massimo sono sicuro che ci sono degli infiltrati, gente venuta da altre città, forse neanche tassisti, che vogliono a tutti i costi far degenerare la protesta. Non ho le prove, ma ho paura che le voci che mi hanno raccontato siano vere, verissime. La prova l'abbiamo avuta l'altra sera sotto Palazzo Chigi: i tassisti sono gente per bene ma tra di noi c'è qualcuno che è arrivato a posta per scaldare gli animi e cercare lo scontro”.

Il pacchetto consegnato al governo è chiaro: nessuna doppia licenza, massima disponibilità alla flessibilità e prerogativa dei sindaci la concessione di nuove ulteriori licenze. Infine, e su questo si consuma l'eterna battaglia con le licenze che vengono dal altri comuni, nessuna extraterritorialità. Ogni tassista dovrà lavorare nel territorio dove ha ottenuto l'autorizzazione al servizio.



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