Taxi, monta la rabbia. Ma i sindacati ora invitano alla calma
Si sono fermati e riuniti in assemblee spontanee nei punti nevralgici della città. La rabbia è scoppiata nel sit in davanti a Palazzo Chigi, dove un gruppo di tassisti ha aggredito i colleghi rimasti in servizio. I toni si abbassano solo dopo l'invito di Alemanno a non bloccare la città e a garantire il trasporto da Termini e Fiumicino
Fischi, calci e insulti. E' la rabbia che monta tra i manifestanti e che si riversa sui colleghi rimasti in servizio. Così un gruppo di tassisti ha accolto il passaggio di un'auto bianca al lavoro, invadendo via del Corso e bloccando il traffico dal presidio organizzato a piazza Colonna.
Dai centri nevralgici della città è la cronaca di un giorno di caos. Il blocco prosegue a oltranza alla stazione Termini e negli scali di Ciampino e Fiumicino, dove si contano le file di passeggeri in attesa, soprattutto stranieri, arrivati dall'estero con i primi voli del mattino e dirottati su autobus e treni. Il cordone di forze dell'ordine cerca di mantenere la calma, soprattutto tra i passeggeri smarriti.

Ma sotto Palazzo Chigi la protesta divampa a suon di aggressioni ai "crumiri". Almeno fino all'intervento dei sindacati, che dopo l'incontro con il sindaco Alemanno accolgono l'appello lanciato dal primo cittadino e invitano tutti i colleghi ad abbassare i toni della protesta e a sciogliere le assemblee organizzate spontanemente in molte zone della città.
Pietro Marinelli dell'Ugl Taxi e Loreno Bittarelli dell'Uritaxi alla fine di una giornata di caos temono "leffetto boomerang" e chiedono ai tassisti di Roma di tornare nei ranghi e riprendere il servizio di trasporto a Termini e allo scalo di Fiumicino. Le corse riprendono davanti all'aeroporto a "scartamento ridotto". E le auto bianche tornano alla spicciolata. I presidi però continuano davanti a Palazzo Chigi, tenuti in vita dai tassisti fuori turno.
La protesta, da nord a sud del Paese, incassa l'appoggio incodizionato di Pdl e Lega. Lo sciopero selvaggio che per ore ha gettato nel caos passeggeri e turisti stranieri alla ricerca di un taxi arriva intanto all'attenzione dell'Autority. Alla luce dei disordini e delle proteste che invadono tutte le principali città italiane, la commissione di garanzia sugli scioperi valuta l'ipotesi di scrivere al ministero dell'Interno, ai prefetti e ai sindacati per valutare gli estremi di un'ordinanza di precettazione. Ma chiede anche di sapere se l'astensione collettiva dal servizio sia effettivamente "riconducibile alle organizzazioni di categoria oppure a comportamenti spontanei di singoli soggetti".
Certo è che il coro unanime di contestazione è ormai difficile da tenere a bada. La categoria vuole approfondire i contenuti della bozza del provvedimento che sta per essere varato dal governo e che per i tassisti è stata una nuova miccia. Da giorni Bittarelli lanciava appelli a non creare disagi alla cittadinanza, ben sapendo però che la rabbia era destinata a montare e che la situazione era e resta ormai al limite.
Un invito alla calma arriva Alessandro Atzeni, presidente della Ciisa Taxi: "La bozza di manovra divulgata e poi smentita dal governo - dice - ha provocato il caos tra la categoria, che spontaneamente ha iniziato a formare assemblee in ogni città d'Italia. Stiamo cercando di dare segnali di distensione ai colleghi, spiegando che il Consiglio dei ministri esaminerà la bozza il 19 gennaio. Consigliamo a tutti gli operatori di non creare disagi all'utenza e alla circolazione e di facilitare gli autisti in regolare turno lavorativo".
A smorzare i toni è anche Legacoopservizi Lazio, che lancia alle cooperative l'appello a non interrompere il servizio e a partecipare solo a iniziative che non prevedano l'interruzione del lavoro. "Facciamo anche appello alla Giunta Alemanno - spiega - che si faccia portavoce con il Governo per la convocazione del tavolo di confronto, in modo che le dichiarazioni a favore della categoria non risultino soltanto parole al vento".


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