Taxi, assedio al cuore della città. Si tratta sulle liberalizzazioni
Momenti di tensione in via del Corso pochi minuti prima dell'inizio delle trattative tra Governo e rappresentanti sindacali sulla liberalizzazione. Per mezz'ora il cuore della città è paralizzato. Il sindaco invoca l'intervento della Questura. Al Circo Massimo oltre 5 mila auto bianche in attesa di notizie circondate dalle forze dell'ordine. E c'è chi gioca a carte
di Claudio Roma
In duecento al Circo Massimo. Tra loro la pattuglia di auto bianche che si sono mosse da Napoli, per la marcia sulla città a dar manforte anche gli irriducibili romani che da lunedì hanno deciso di non abbandonare il presidio per far sentire la pressione sul Governo alle prese con la negoziazione delle liberalizzazioni.
Per Roma, alle prese con il secondo giorni di targhe alterne per l'emergenza ambiente è davvero troppo e la goccia che fa traboccare il vaso è il lancio di un petardo che dalla galleria Albero Sordi attraversa piazza Colonna in direzione di Palazzo Chigi.
Il cuore di Roma si riparalizza a cura di 200 tassisti preoccupati per le loro licenze. Sono pochi minuti in cui via del Corso si trasforma in un budello di autobus incolonnati con le linee Atac 53, 62, 63, 80, 81, 85, 117, 119, 160, 175, 492, 628 e 630 che significa almeno duemila persone che diventano ostaggi giocoforza e la Capitale che trema.
Se ne accorge anche il sindaco Alemanno che dal Campidoglio dove per due anni ha negoziato gli aumenti per la categoria, fa la voce grossa: “È inammissibile che mentre sta per svolgersi l'incontro fra il Governo e i rappresentanti sindacali dei tassisti nascano manifestazioni spontanee non autorizzate di alcuni lavoratori del settore. Chiedo alla questura di intervenire. Si tratta quasi esclusivamente di operatori provenienti da fuori Roma che stanno bloccando la città e minacciando i colleghi romani. Chiedo alla Questura di intervenire con la massima fermezza per difendere i tassisti romani e per evitare che persone estranee alla nostra città creino difficoltà per la mobilità nella Capitale”. Quindi l'appello: “Invito tutti i lavoratori ad aderire all'assemblea autorizzata di domani e a non contribuire ad alimentare manifestazioni non autorizzate”.
Ma i minuti di tensione sono poca cosa rispetto a quello che cova al Circo Massimo, ormai roccaforte dei tassisti. Mentre gli esagitati sciolgono il tentativo di assedio a Palazzo Chigi, è nel Circo che si consuma la strategia. Appoggiati ai cofani delle auto, seduti sulle gradinate, romani e napoletani giocano a carte, aspettando notizie. E rimuginano, insieme ai colleghi venuti da tutta Italia. La stima di fonte “tassinara” parla di almeno 5 mila auto ch enel frattempo si sono radunate.
Alle 18 la delegazione di 23 rappresentanti di altrettante sigle sindacali si avvicina al Palazzo. Parte la trattativa, al Circo Massimo il conto alla rovescia.


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