Una tavola da re. Anche se in barca a vela
Via i piatti di plastica. E chi ha il coraggio pure le ceramiche, persino d'autore. La nuova moda sono le tavole da sogno, apparecchiate rigorosamente con piatti, bicchieri, posate e tovaglia di carta. Ad una condizione: utensili e supporti devono essere di qualità, tanto da sembrare più veri e più belli degli originali. E con uno sguardo al rispetto dell'ambiente.
Quest'anno poi, la vera moda è apparecchiare il tavolo della dinette delle barche a vela, come se fosse un ristorante vip della Costiera Amalfitana, al prezzo di pochi euro. É così che due fratelli hanno costruito la loro timida fortuna, partendo dal nucleo industriali di Pomezia per diventare leader europei della carta, dove appoggiare o contenere bevande e alimenti. É la storia di Fabrizio 53 anni e Luca Clarichetti 54, al timone di un piccolo gioiello di società che va controcorrente: mentre il resto dell'industria cerca la via d'uscita dalla crisi, quest'anno la fabbrica di Pomezia non chiude per ferie e ha chiesto ai dipendenti uno sforzo in più nel mese di agosto per garantire le forniture dell'autunno. Exclusivetrade, questo il nome dell'azienda che trasforma le tavole in momenti di alto design, nel 2010 ha fatturato circa 6 milioni di euro soprattutto in Europa e, particolarmente in Francia, Svizzera, Spagna e sino al terremoto aveva anche una significativa presenza in Giappone, oltre ovviamente all'Italia.
Ma come fa un prodotto tecnicamente semplice ad essere anticiclico? Il plus dei Clarichetti è nell'innovazione. I piatti di carta sembrano tutto tranne che carta, grazie ad un processo di stampa che già in passato li ha fatti apprezzare dai potenti della terra. Come il multimiliardario Kashoggi che pretese l'apparecchiatura a bordo del Nabila, la madre di tutti gli yacht, con i piatti made in Pomezia. Dopo di loro persino i finlandesi, che dalle foreste producono la carta migliore al mondo, hanno voluto per la sera di gala della festa nazionale, sempre piatti di carta.
Il segreto di tanto successo? “Il nostro è un lusso a portata di tutti – spiegano i fratelli Clarichetti – con 50 euro si può realizzare un tavolo da re per il piacere di vedere un'apparecchiatura senza precedenti. Una vera emozione d'immagine”. E i numeri danno loro ragione. Solo hnei primi mesi di quest'anno gli ordini hanno superato del 30 per cento il 2010 e ora si preparano al rush finale: confermare la tendenza anche nella seconda parte dell'anno, quella più difficile.
E l'ambiente? “Noi rispettiamo alla lettera la legislazione per i supporti alimentari ma certo l'Ue non ci dà una mano. Le leggi sono ancora carenti e la biodegradabilità al 100 per cento non esiste. Lo diciamo chiaramente e ai nostri venditori diamo persino un opuscolo nel quale certifichiamo i processi e ciascun prodotto. I nostri concorrenti non fanno tutti altrettanto”. Occhio al “bio”, dunque: il 100 per cento non esiste. Gusto, qualità e design unico sì. Per il 100 per cento biodegradabile bisogna attendere l'Europa.



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