Tassista e legislatore per i taxi, su Berruti una pioggia di ricorsi

Venerdì, 30 luglio 2010 - 09:22:00

di Fabio Carosi

taxi

Otto riunioni del Consiglio comunale, notti insonni di trattative, almeno cinque minacce di stato di agitazione e diverse minacce di tornare in strada per scioperare. Una volta approvata, la delibera per l'aumento delle tariffe dei taxi romani, rischia di essere cancellata da un ricorso. Anzi due. Forse Anche tre.

Il più evidente è quello che si prepara contro il consigliere comunale, membro della Commissione Trasporti e relatore del primo testo della delibera, Maurizio Berruti. Secondo quanto risulta ad Affaritaliani contro di lui è pronta un'offensiva per denunciare un "palese conflitto di interessi".

Vero? Falso? Affaritaliani ha ricostruito la storia dell'uomo che con una mano guida il taxi e con l'altra scrive i regolamenti della categoria, andando a verificare se esiste o meno quel conflitto che potrebbe fargli rischiare la poltrona in commissione e far saltare la delibera.

Classe 1949, compie gli anni il prossimo 9 agosto, Berruti non ha mai rinnegato il suo attivismo nel circolo del Pci del quartiere San Saba, salvo poi approdare alle ultime comunali nelle liste del Popolo della Libertà dove ha ottenuto 2978 preferenze, la maggior parte delle quali proprio dal popolo degli ottomila tassisti. Segno questo, che se la categoria si organizza sotto forma di lobby, riesce a "pesare". Anche se la sua campagna elettorale non è stato proprio un trionfo ma piuttosto un traino. É in seconda linea a distribuire i "santini" in occasione della visita al parcheggio di Fiumicino di Gasparri, Alemanno, Fini e Marsilio e ad ha al suo attivo una cena elettorale nel ristorante da Rinaldo all'acquedotto sulla via Appia, dove i malevoli contano almeno 30 colleghi e nulla più.

Se la campagna non è brillante, la sua attività professionale è un esempio. Come risulta dalla visura alla Camera di Commercio, il tassista Maurizio Berruti al momento della nomina a consigliere comunale è già consigliere d'amministrazione della Cooperativa taxi Coeuropa '93 e presidente in carica con scadenza al prossimo 26 ottobre.

Oltre ad essere presidente del Cda, Berruti è anche titolare della licenza taxi n. 4576, unica ad essere iscritta nella cooperativa come patrimonio. Insomma: un uomo, una coop. E sin qui nulla di insolito. Se non che il tassista diventa il membro più attivo e dinamico della Commissione Mobilità; proprio nel campo in cui è veramente esperto: quel magma dinamico che sono i tassisti romani, divisi tra guida e politica un po' per passione molto per interesse.

L'attività di Berruti è tale da costituire un esempio di impegno per qualsiasi consigliere capitolino. Tra proposte di delibere, interventi, mozioni, comunicati stampa e "consigli" sussurrati all'orecchio dell'assessore Marchi, è serio e attento ai problemi e all'immagine della categoria. Tanto da elaborare per sindaco e assessore documenti e studi al grido di "sono cose tecniche". E li consegna. Come quello, ad esempio, in cui esamina la differenza che c'è tra il costo di un dipendente e di un co.co.pro. Sarà per questo motivo, forse, che la sua Coop ha solo 23 dipendenti (costo annuale 7455,32€) e 284 collaboratori subordinati (costo annuale 3974,82€, come risulta dalle tabelle delle pagine 8 e 9 del documento "Tariffa taxi a Roma), così come si evince dal bilancio abbreviato dell'esercizio 2009.

Insomma, la Coop Europa '93 per erogare i servizi a costi bassissimi preferisce la formula dei collaboratori piuttosto che quella dei dipendenti, anche se pregiudica il valore delle pensioni future i cui versamenti sono legati ad una minore contribuzione. Una "furbata" che tiene sul mercato la Coop senza pensare al futuro di chi guida. Dunque, il consigliere Berruti non solo è un tecnico riconosciuto dai colleghi, ma anche un manager di fiuto.

É chiaro che la sua posizione, anche come relatore della delibera sugli aumenti, lo pone in contrasto con la legge 154 del 23 aprile 1981 che, all'articolo 3, dice chiaramente che "non può ricoprire la carica di consigliere... l'amministratore o il dipendente di ente o istituto o azienda soggetta a vigilanza da parte di Regione, Provincia e Comune". Berruti che di leggi e regolamenti se ne intende, nell'assemblea della Coop del 23 aprile di quest'anno decide di sospendere i compensi agli organi amministrativi. Insomma, a se stesso per non incorrere in problemi con i rimborsi comunali per i permessi retribuiti.

Quindi lavora per la Coeuropa '93 ma senza percepire emolumenti come presidente e quindi è un filantropo. Ma prima di aprile cosa accadeva? Come presidente della mini azienda percepiva un emolumento, mentre come consigliere comunale chiedeva i permessi retribuiti. Così è stato per il 2008: 3634,08 per giugno e luglio; 3412,24 per agosto e settembre e 2727,83 per ottobre. Ce n'è abbastanza per far decadere il consigliere comunale e annullare la delibera? Se così fosse, il tormentone taxi riprenderà a settembre.

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