Targhe alterne: è bufera per lo spostamento "salva partita"
Il Codacons chiede le dimissioni dell'assessore all'Ambiente, Marco Visconti: avrebbe spostato il blocco della circolazione domenicale a lunedì e martedì per salvare i tifosi che dovevano andare allo stadio. Intanto Alemanno ammette il disagio. Prime ore della mattina di caos sulle strade di ingresso alla città. L'Adoc rincara: “Cittadini come schiavi”
di Fabio Carosi
“Gioca la Lazio, non si possono bloccare le auto”. La lotteria delle targhe alterne diventa giallo. Sotto accusa finisce l'assessore all'Ambiente di Roma Capitale, Marco Visconti, inchiodato dal Codancons per alcune dichiarazioni rese ai giornali alla vigilia della partita Lazio-Atalanta. Secondo l'associazione dei consumatori, la frase attribuita all'assessore e riportata dal quotidiano, “Avrei preferito sostituire i due giorni di targhe alterne con una domenica di blocco ma in prefettura mi hanno ricordato che ieri alle 12.30 c'è la partita della Lazio e non avrei potuto impedire ai tifosi di prendere la macchina per andare alla stadio. Così abbiamo deciso le targhe alterne per oggi e domani, sesto e settimo giorno di superamenti”, sarebbe una piena confessione per aver deciso di rinviare il blocco della circolazione di domenica e spostarlo così a lunedì e martedì.
E a confermare la scelta “calcistica” del blocco selettivo delle auto, è intervenuto anche il sindaco Alemanno, il quale ha chiesto praticamente scusa per il disagio: “Capisco che le targhe alterne sono fonte di disagi per i cittadini – ha detto ma devono poter essere anche una riflessione per comprendere che le normali auto a benzina dovranno essere progressivamente dismesse".

Il Codacons, che da tempo ha ingaggiato un duello contro l'amministrazione Alemanno e in particolare contro la gestione sclerotica della mobilità e dei provvedimenti per la tutela della salute cittadina, chiede così le dimissioni immediate dell’assessore all’Ambiente del Comune di Roma, Marco Visconti, colpevole di “aver costretto i romani a 2 giorni di ordinario inferno, invece di adottare l’ovvio blocco domenicale, esclusivamente per tutelare il 'diritto' dei tifosi a recarsi allo stadio in auto”.
E sempre le associazioni dei consumatori aumentano la pressione sulle scelte del Campidoglio: “I cittadini romani sono considerati come schiavi dal sindaco Alemanno, la comunicazione sulle targhe alterne è stata tardiva e insufficiente – dichiara Carlo Pileri, presidente dell’Adoc – i cittadini non hanno avuto nemmeno il tempo di organizzarsi. E’ una vergogna, dato che le targhe alterne sono una misura medievale, iniqua e dannosa per i cittadini, oltre che assolutamente inutile ai fini della tutela dell’ambiente, serve solo a rimpinguare le casse comunale con un gettito extra derivante dalle multe, da 155 euro, inflitte ai trasgressori. E pensare che il Sindaco aveva impostato la sua campagna preelettorale sull’eliminazione di questa misura. E’ inaccettabile che i cittadini debbano subire questa tassazione indiretta, senza alcun miglioramento per il pur sentito problema dell’inquinamento, che non crediamo possa risolversi con questa misura".
In attesa di capire se davvero la decisione che doveva scattare già nel week end è stata differita per salvare la partita di calcio, arrivano i primi bilanci sui primi due giorni “a targhe alterne” del 2012. La capacità di adattamento dei romani e l'incubo di dover versare al cassiere del Campidoglio 155 euro di sanzione per aver circolato con la targa sbagliata, hanno prodotto un differimento degli spostamenti. Caos ovunque nelle prime ore del mattino, soprattutto sulle strade di accesso alla città e ripercussioni sul Gra, trasformato dalle “targhe alterne” nell'unica via per spostarsi da una parte all'altra. Poi, alle 9, la calma surreale delle auto ridotte al 50 per cento.


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