Tanto tra un po' fioriscono le mimose
Via dal cielo e dalle strade. La neve “alla romana” entra nei bar. Per almeno 24 ore l'ultima emergenza climatica cercherà di sostituire “a Roma e a Lazio” e nel ranking dei dibattiti forse supererà persino Fabio Capello. Poi sparirà, perché tra cinque, al massimo sette giorni, in città ci saranno le mimose. E allora sarà tutta un'altra storia.
Cosa rimane di questi sette giorni da incubo mediatico e delirio da freddo? Per i romani un'esperienza in più: dopo i barbari e i Barberini, il Duce e gli americani, a Roma è passata pure la neve vera. S'è persino fermata qualche ora, giusto il tempo per insegnare che l'era glaciale non è un cartoon e che ci si deve abituare con pazienza ed equilibrio ai capricci del tempo. E poi che le catene da neve non vanno montate casualmente; che se a terra non c'è neve, meglio lasciarle nel portabagagli e che non è necessario – almeno per ora – dare l'assalto su supermarket come se la Camilluccia fosse l'Alaska e via Cortina d'Ampezzo la località sciistica dove fare gli idioti col Suv e rischiare di incontrare la Finanza.
A chi amministra, in particolare al sindaco Giovanni Alemanno, potrebbe servire per mettere un post-it sulla lampada da tavolo. Le aziende dei pubblici servizi, l'efficienza di chi lavora in strada, la manutenzione, la capacità di prevedere, anticipare, sono le doti necessarie per amministrare una città e avere il giusto riconoscimento tramite il consenso. Si è narrato di un sindaco nervoso: bene ha fatto a preoccuparsi, perché se Roma fosse stata un'azienda e lui un amministratore delegato e i magari i cittadini gli azionisti di maggioranza e al contempo il mercato, le quotazioni sarebbero rovinate. E per colpa dei mancati manager che ha scelto per amministrare la cosa pubblica.
Come detto in passato, l'errore è stato quello di scegliere per appartenenza invece che per capacità. Lo ha fatto Alemanno circondandosi di fiducia politica e lo ha fatto soprattuto Veltroni, perciò l'opposizione almeno per qualche giorno ci risparmi il caos di dichiarazioni contro.
I romani vogliono un sindaco che ci mette le faccia e poi gente che sappia lavorare. Se è di destra o di sinistra non gliene frega niente. La politica dà indirizzi, fa scelte collettive, poi i manager della città che traducono in azioni e servizi. É questa la scommessa di Roma: affidare le responsabilità a chi è capace e non ha chi ha donato di più durante le cene elettorali. Se vogliamo gestire le Olimpiadi bisogna che la politica faccia un passo indietro e che ci risparmi la sagra del dilettante. A quella siamo quasi vaccinati. Buona neve al quadrante nord della città e grazie a chi stavolta non s'è fatto trovare a fare chiacchiere e s'è messo a spalare o a spargere sale. Mica è un merito avere sale&pale pronte. Tanto tra un po' fioriscono le mimose.
Fabio Carosi


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































