Tangenti salva-mozzarelle: manette al commercialista

Un noto professionista romano arrestato per aver tentato di corrompere due funzionari dell'Agenzia delle Entrate offrendo loro due scatole die marron glaces con 10 mila euro in contanti e due sterline d'oro. Voleva chiedere di “sorvolare” sulla contabilità di un'importante azienda casearia con sede a Roma. Caccia aperta agli eventuali complici. Ad inchiodarlo la denuncia dei due verificatori

Venerdì, 16 dicembre 2011 - 10:59:15


I finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato un commercialista accusato di istigazione alla corruzione per avere cercato di corrompere due funzionari dell’Agenzia delle Entrate durante un controllo fiscale offrendogli 10.000 euro confezionati in due scatole di cioccolatini. Sono invece ancora in corso numerose perquisizioni nei confronti degli altri indagati.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma (Procuratore Aggiunto Dott. Alberto Caperna e Sostituto Procuratore Dott. Alberto Pioletti) e condotte dal Nucleo Polizia Tributaria di Roma, sono scaturite dalla denuncia presentata nel novembre scorso dall’Agenzia della Entrate di Roma presso cui lavorano i due funzionari, che hanno prontamente rappresentato ai propri superiori il tentativo di corruzione messo in atto dal commercialista arrestato.

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La vicenda si inserisce nell’ambito della verifica fiscale intrapresa dall’Agenzia delle Entrate nei confronti di una rilevante impresa casearia operante a livello nazionale con sede nella Capitale, di cui il commercialista curava la contabilità. Per “ammorbidire” il controllo e farsi amici nell’amministrazione finanziaria, cui potersi rivolgere in futuro anche per ottenere consigli in relazione ad altre attività ispettive, il professionista non ha esitato a consegnare ai due verificatori 5.000 euro ciascuno, contenuti in due scatole di cioccolatini, e due sterline d’oro.

I funzionari non appena accortisi di cosa era nascosto tra i marron glaces, hanno denunciato l’accaduto, tramite il loro capoufficio, alla Procura della Repubblica di Roma, che ha delegato subito le indagini alle Fiamme Gialle.
Le successive investigazioni hanno consentito, oltre al sequestro della mazzetta e delle monete d’oro, di riscontrare specificatamente l’ipotesi di reato di istigazione alla corruzione e di fornire alla Autorità Giudiziaria il quadro probatorio necessario all’emissione del provvedimento della custodia cautelare agli arresti domiciliari nei confronti del commercialista. Le indagini proseguono al fine di individuare eventuali complici.



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