Svelata la "Madonnina" bizantina a Santa sabina
Affascinante scoperta nella basilica di Santa Sabina all'Aventino, dove dall'intonaco è emerso un dipinto raffigurante la Madonna con i Santi Pietro e Paolo, e le sante Sabina e Serafia con i due committenti. Il ritrovamento è stato reso pubblico dalla direttrice del cantiere di restauro Claudia Tempesta, della soprintendenza speciale al polo museale romano che ha finanziato i lavori con 24mila euro. 
Presenti anche la soprintendente Rossella Vodret e Vittorio Sgarbi e la restauratrice Lidia Del Duca. La prima traccia ad emergere dall'intonaco è stata la faccia dell'arcipresbitero Teodoro, che chiuso nel nimbo quadrato (a significare che il personaggio è ancora in vita al momento del ritratto) guardava le restauratrici emozionate.
"Abbiamo subito capito il valore di questo dipinto, che era un'opera altomedievale stilisticamente rara a livello di testimonianza a Roma e in Italia, e allargando la traccia sono cominciate ad emergere l'iscrizione e il resto della scena. Con una lavoro parallelo sulle fonti siamo arrivati alla datazione", racconta la storica dell'arte Manuela Gianandrea che, insieme a Federica Papi, ha studiato lo straordinario dipinto murale, emerso incredibilmente dall'atrio porticato della basilica di Santa Sabina all'Aventino.
Perché è rimasto nascosto per secoli sotto l'intonaco di un atrio soggetto a trasformazioni e manomissioni varie? "Solo oggi abbiamo una coscienza conservativa - commenta Gianandrea - prima si copriva e si cancellava con tranquillità. Qui forse è avvenuto nel X secolo o quando sono subentrati i domenicani nel 1200". Fatto sta che si possono ammirare oggi il volto "verdaccio" della Madonna (colore che fungeva da base per le ombreggiature dell'incarnato), e il blu dei lapislazzuli per gli abiti che scandiscono monumentali e naturalistiche le figure. E' l'iscrizione che corre lungo il pannelli ad aver giocato un ruolo clou nella datazione indicando i committenti ideali di questo pannello "votivo", ossia l'arcipresbitero Teodoro che insieme a Giorgio si recano come legati papali al concilio di Costantinopoli del 680, entrambi figurano col nimbo quadrato.
"La figura che compare con loro credo che possa essere il pontefice dell'epoca che con i due presbiteri rende onore alla Madonna - dice Gianandrea - Siamo sicuramente dopo il 687 quando Teodoro è diventato arcipresbitero". Quanto allo stile, dice Gianandrea: "E' un linguaggio monumentale classico che a Roma troviamo al massimo alla metà dell'VIII secolo". E conclude la studiosa: "Spero che questa scoperta possa aiutare a far capire che in Italia la ricerca è ancora fondamentale".
di Alessandra Lanzi



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