Su FB fiocca ancora e la satira si scatena. LA GALLERY
di Titta Poli
Della nevicata che si racconterà ai nipoti, oltre alle polemiche, alle strade ghiacciate, agli alberi feriti, all’asfalto massacrato dalle buche, ai cumuli di immondizia ai lati dei marciapiedi, rimarrà lo stupore e l’euforia scatenata e ostentata, e ovviamente condivisa in quel calderone democraticamente populista che è facebook.
Esclamazioni, impressioni, miagolii di gioia, boati di rabbia, tra satira e imprecazioni, racconti e ricordi. Il tutto corredato da tante, tantissime immagini, a testimoniare l’ “io c’ero”, diktat imprescindibile per “contare” in mezzo alla valanga di informazioni mediatiche che saturano tempo e attenzione.
La creatività si è scatenata e condomini, cortili, balconi, terrazze rigorosamente privati sono diventati di pubblico dominio. Non solo strade e monumenti simbolo della città, dai Fori Imperiali a Ponte Milvio, passando per Piazza San Pietro, lo Stadio dei Marmi, e Campo dei Fiori; la neve ha fatto giustizia di tutte le anonime e dimenticate piazze di periferia che per un giorno sono diventate campi da sci preziosi come una pista di Cortina. A vincere la medaglia d’oro delle presenze i pupazzi di neve che hanno sbaragliato ogni altro concorrente. Una guerra all’ultimo fiocco, non dichiarata, per il pupazzo più originale, più artistico, più monumentale, più simpatico. Accessoriati con cappelli, guanti, occhiali da sole, l’immancabile carota al posto del naso, dalle dimensioni short a quelli ad altezza uomo; e poi ci sono i pupazzi panoramici: vedette in cima ai ponti, ai piedi delle chiese, sul tetto della città, in alto sulla terrazza del Gianicolo. Di tutto rispetto la presenza dei nostri amici animali, addobbati come pupazzi finti: gatti e cani spauriti e infreddoliti, in posa anche loro davanti ai click degli obiettivi; persino un esercito di animali preistorici che avanzano a bocche spalancate tra l’erba ghiacciata. Ai creativi si affiancano, post dopo post, i più intrepidi: record di condivisioni per la fanciulla che spala la neve in tenuta da mare, cappellino, moonbut e bikini.
Non fa certo lo stesso effetto ma di coraggio ne ha da vendere, il signore che si espone ai fiocchi che scendono in pantaloncini corti e petto nudo, stile aspirante Maciste. Immancabili i baci degli innamorati che rinnovano promesse d’amore anche sotto la coltre bianca. C’è che si improvvisa “inviato” sotto casa, per raccontare il dramma degli alberi che cadono come soldatini di carta abbattendosi sulle auto parcheggiate dei più sfortunati. E poi ecco la sfilza di vignette satiriche, fotomontaggi, sfottò in chiave politica: la foto che ha fatto il giro di tutte le bacheche dei romani è quella del sindaco Alemanno che spala la neve con un caschetto bianco da cantiere, e giù una valanga di commenti.
Ancora il sindaco in primo piano, in tenuta da montagna, su un cartello con il logo “Scuola italiana di sci Campidoglio” che invita a partecipare insieme ai “campioni della valanga nera” allo Slalom speciale dei Fori Imperiali. Qualcuno si è ricordato persino dell’ex ministro Brunetta che sprofonda sotto uno spesso manto bianco davanti al Colosseo. Ma alla fine la sintesi la fa un romano doc “Vabbé è stato bello mo' basta co’ sta neve, mo vojo er sole. Se la pensi come me clicca mi piace e condividi”. Ho clikkato e condiviso.


neve a roma
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