Stipendi e tredicesime in forse, Tosinvest "si arrende" alla Regione
Dopo Idi e San Carlo si prepara il default delle retribuzioni anche per il gruppo che fa capo alla famiglia Angelucci, leader della sanità privata nel Lazio. Parla Gianni Nigro, Cgil: “La Regione Lazio se fosse stata un'azienda sarebbe fallita. Dove sono i fondi del Governo?”.... E denuncia: “Troppe le promesse della Polverini mai mantenute”
di Fabio Carosi
“Se la Regione Lazio fosse stata un'azienda, avrebbe già portato i libri in tribunale e sarebbe fallita”. L'Idi e il San Carlo, che si aggiungono al Gemelli e alla miriade di piccole aziende sono solo alcuni dei casi di un sistema che il commissariamento della Regione Lazio sta portando al collasso.
Si apre un nuovo caso, quello del Gruppo Tosinvest. A lanciare l'allarme, l'ennesimo e sempre inascoltato dai vertici di via Rosa Raimondi Garibaldi, è Gianni Nigro, segretario Generale della Cgil di Roma e Lazio Funzione Pubblica che sceglie Affaritaliani per annunciare il prossimo default degli stipendi: “Oltre ai casi che conosciamo nei giorni scorsi abbiamo ricevuto l'informazione che i dipendenti del gruppo Tosinvest non riceveranno lo stipendio di novembre e forse neanche la tredicesima mensilità. Parliamo di uno dei principali gruppi sanitari nazionali, con oltre 6 mila dipendenti, 2 mila dei quali sono a Roma e nel Lazio ai quali vanno aggiunte le partite iva per un totale di 3000 persone che non sapranno come affrontare la vita”.

Per Nigro la Regione ha come unica responsabilità quella di “aver prodotto il caso in cui ci hanno messo. Troppo promesse non mantenute, troppi accordi mai rispettati: se non si può pagare non si può avere la responsabilità di gestire la salute dei cittadini”.
Un croce sul commissario Polverini, ma anche un'apertura per fare pressioni su chi i soldi tecnicamente dovrebbe giurarli all'Ente locale: “Non vorrei – dice Nigro – che ci fosse un ennesimo ritardo nell'erogazione di quei 350 milioni di euro che il Governo aveva sbloccato e che invece non sono mai arrivati. A questo punto la Regione deve chiedere assolutamente un incontro con l'esecutivo Monti per capire se quei soldi promessi esistono e, se ci sono, capire il motivo per cui la Ragioneria Generale non ha ancora completato l'iter dei mandati. Insomma, occorre una verifica perché il sistema sanitario del Lazio non sta più in piedi con le promesse e gli accordi”.
E il responsabile della Cgil snocciola le cifre principali del “disastro sanità”: “Al Policlinico Gemelli sono stati promessi 560 milioni; all'Idi mancano i soldi, al San Carlo mancano i soldi, alla Tosinvest idem come sopra. Per non parlare della promessa di 26 milioni di euro che La Regione si è impegnata a versare al Santa Lucia entro il 16 gennaio 2012. Se non si trova una soluzione avremmo due effetti: il blocco di ogni prestazione sanitaria e migliaia di famiglie sul lastrico. Ripeto, di fatto la Regione è fallita”.


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