Rimpasto, il pollice verso di Caltagirone
Martedì, 11 gennaio 2011 - 10:51:00
| "Mi domando francamente come possano nascere notizie di questo genere. Stimo e rispetto Bertolaso, ma non l'ho mai visto ne' sentito e nessuno mi ha mai parlato di lui. Non è mai comparso nei contatti politici e istituzionali" e dunque le indiscrezioni secondo cui l'ex capo della protezione civile potrebbe divenire il nuovo vicesindaco della capitale non fanno "parte del giornalismo ma della fantasy". Lo ha detto il sindaco Gianni Alemanno al suo arrivo in Campidoglio il giorno dopo l'azzeramento della giunta capitolina. Poi ha aggiunto: "Inoltre non c'è nessun sondaggio, mi spiace per Zingaretti ma non sta al 58 per cento. Anche questa è fantasy". |
Il primo a fare pollice verso pubblicamente è stato proprio Caltagirone, l'editore del Messaggero, nonché grande sponsor elettorale. Al primo costruttore di Roma non sono andate giù due cose: la vicenda del prolungamento della metropolitana B1 sino a Casal Monastero e l'alzata di testa sulla privatizzazione di Acea, per la quale il progetto dell'uomo forte della Capitale non era certamente quello prospettato da Alemanno di una vendita di una quota del pacchetto azionario sino a sfiorare la maggioranza senza mai toccarla. Per il metrò la vicenda è più complessa. La gara in project financig per il prolungamento è stata vinta dalla Salini che però ha chiesto un aumento di cubatura compensativa superiore al milione e mezzo di metri cubi previsto dalla gara. Mail Comune non può accettare la proposta poiché automaticamente renderebbe più vantaggiosa la seconda offerta è così ha scelto di non scegliere. Tutto congelato compresi i rapporti con le imprese che realizzano e i fornitori, tra cui la Cementir proprio di Caltagirone.
Poi c'è la vicenda del Gran Premio Roma. A parte l'assenza sino a dicembre di qualsiasi presa d'atto ufficiale del Comune, proprio a ridosso di Natale, Alemanno è andato a bussare cassa da Tremonti per chiedere denaro fresco per Roma e, secondo quanto risulta ad Affari, il titolare dell'economia avrebbe fatto pesare la Formula 1 per giustificare il suo no, sotto le pressioni della Lega che più di una volta avrebbe minacciato lo stesso premier Berlusconi chiedendo a gran voce un passo indietro di Alemanno. Pena, il pollice verso per le Olimpiadi, unica vera prospettiva politica per la giunta di centrodestra.
Non solo. Il cajer de doleance del sindaco in piena paralisi operativa è pieno di tentennamenti e di nemici. Alemanno tentenna sulla localizzazione delle discarica e rispedisce il problema alla presidente Polverini; Alemanno presenta Tor Bella Monaca 2 e incassa un secco no dagli stessi costruttori ai quali per un anno regala ipotesi di valorizzazione dei terreni stravolgendo un pezzo alla volta il piano regolatore, pur di portare a casa un risultato. Nel frattempo la politica lo lascia sempre più da solo. Interrotto l'idillio con la presidente della Giunta Regionale sui decreti attuativi per Roma Capitale con i quali sogna di ridimensionare lo strapotere della Regione nelle materie urbanistiche, scopre la fronda di Laboratorio Roma, un gruppo di ex fedelissimi i quali chiedono la testa dei coordinatori romano e regionale del Pdl all'indomani del pasticcio elettorale della scorsa primavera. Laboratorio Roma sembrava un consesso di scontenti, invece si è trasformato in una spina nel fianco non appena esplode il caso parentopoli. A soffiare sul fuoco è in particolare Antonello Aurigemma, il quale si candida direttamente a sostituire l'assessore Sergio Marchi, sempre più debole di fronte alla vergogna delle assunzioni immorali che hanno segnato l'Atac.
La stessa parentopoli è una deflagrazione. Prima i “non sapevo, non credevo” poi di fronte alle foto che ritraggono il sindaco al matrimonio dei “cuccioli” del suo caposcorta per i quali si sono aperte le porte dell'Ama. É una gaffe senza precedenti che la dice lunga sulle politiche adottate in Campidoglio: in totale, denuncia l'opposizione a colpi di manifesti, in 4 mila hanno trovato scrivanie e stipendi garantiti nella holding capitolina.
Superata con una smorfia la debacle morale di parentopoli, secondo i ben informati sulla giunta Alemanno pendono diversi avvisi di garanzia, le cui notifiche sarebbero previste ad ore. Le inchieste riguarderebbero l'Ama e l'Atac non tanto per la vicenda delle assunzioni, quanto per gli appalti del trasporto. Come anticipato da Affaritaliani nel mese di dicembre con una serie di articoli, generosamente ripresi dai quotidiani di carta, proprio le politiche delle manutenzioni messe in atto da Atac, configurerebbero ipotesi di reato. Basterà attendere.
Insomma, uno ad uno tutti i nodi sono venuti al pettine ed ora la speranza di concludere il mandato è sempre più lontana, Nel frattempo si rincorrono le voci di un aiuto esterno affidato all'ex sottosegretario Guido Bertolaso come vice. Ipotesi remota, poiché lo stesso Bertolaso è in attesa di vedere la conclusione dell'inchiesta di Perugia che lo vede protagonista per la vicenda del Salaria Village e degli appalti per la Maddalena. Sino a sentenza, Bertolaso continuerà a fare il baby pensionato, viaggiando tra l'Italia e l'India come ha fatto prima di Natale.



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