Sicurezza, telecamere in provincia e solo nei Municipi di centrodestra

Lunedì, 4 aprile 2011 - 13:18:00

IL PROGETTO
di Fabio Carosi

Telecamere accese giorno e notte su vie e piazze dove transitano anche cinque persone al giorno ad Anguillara, Fiumicino, Artena. Ma anche a Cave, Vicovaro e Amatrice, Monteporzio, Colonna, Marcellina e Barbarano. Per non parlare di Rocca di Papa, Montecompatri e Rocca Massima. E come dimenticare Artena, comune della provincia di Latina con mille e 100 abitanti al quale sono arrivati quasi 30 mila euro per un “imponente” sistema di “videosorveglianza cittadina”.

In tema di sicurezza la Giunta Polverini non risparmia. Anzi, per molti comuni, anche di modeste dimensioni, è in arrivo una preziosa infrastruttura di video sorveglianza, telecamere accese giorno e notte che, in alcuni casi estremi, ricordano quelle della Lipu intente ad osservare la posa e la cova delle aquile sui loro nidi. Ma nella graduatoria delle erogazioni dei fondi per la sicurezza c'è posto anche anche per i Municipi di Roma, a patto che siano di centrodestra. Ad accusare la Regione Lazio è il solito presidente dell'XI, quell'Andrea Catarci impegnato in una crociata contro tutto ciò che non è a sinistra. Catarci, però, stavolta ha fatto i conti bene. Carta e penna, si è messo a spulciare l'elenco degli “enti di prossimità” beneficiari di fondi per garantire la tranquillità dei cittadini e ha scoperto che quest’anno, il Municipio Roma XI e altri sette Municipi, tutti tranne uno gestiti da Giunte di centro sinistra, “sono stati esclusi  dall’assegnazione dei fondi, a causa di una valutazione dei progetti ridotta di un punto rispetto agli altri lavori (48 punti rispetto ai 49 degli ultimi finanziati). Inoltre, gli importi corrisposti ai 5 Municipi gestiti dal centro destra (IV, XII, XVIII, XIX e XX) sono stati 499.538,42 euro, mentre ai due Municipi di centro sinistra (I e V) vanno solo 150.538,42 euro”.

Il presidente del municipio non risparmia polemiche: “È assurdo aver avviato interventi sulla sicurezza in tutti e 19 Municipi e poi proseguirli solo in 7. A parte ‘follie progettuali’ si doveva permettere a tutti di dar seguito alle esperienze, trovando nuove risorse o suddividendo le disponibilità economiche in quote più piccole (anche avendo, solo 650.000 euro a disposizione, si sarebbero potuti finanziare i 15 Municipi presentatori di progetti con 43.000 euro cadauno.”

Quindi conclude: “Sulla sicurezza siamo forse stati penalizzati per il nostro approccio: prevenzione dell’insicurezza reale e percepita e recupero di aree in degrado socio-ambientale, partecipazione e protagonismo della cittadinanza, integrazione tra tutti i soggetti singoli e organizzati e non certo militarizzazione e video sorveglianza”. E stando sempre a Catarci, la scelta della Regione nell'assegnazione dei finanziamenti è stata chiara: “L'assessore Cangemi ha ammesso di aver privilegiate le aree non romane”. Dunque, nei Comuni con la più bassa percentuale di reati, arrivano i sistemi di sorveglianza.
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