Botte e minacce per avere le dimissioni. Finisce agli arresti domiciliari
La voleva costringere a firmare le dimissioni con botte e mincacce: così la titolare di un negozio aveva malmenato una dipendente. Il Gip di Roma le dà gli arresti domiciliari
Era il 13 aprile: una ragazza, Sara, denuncia per aggressioni verbali e fisiche la sua datrice di lavoro V.E., titolare di un negozio in franchising di una marca di biancheria intima del centro commerciale Porta di Roma, zona Bufalotta. Nelle scorse ore i carabinieri della stazione Roma Nuovo Salario hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari alla donna 38enne accusata di estorsione e lesioni. Il provvedimento cautelare, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica di Roma dott. Antonio Calaresu, ha messo la parola fine alla vicenda che in primavera aveva fatto il giro della rete, e che, partita da Le Iene, grazie al tam tam di facebook, alle mobilitazioni davanti al negozio, ai sit in, era diventata un caso che aveva fatto discutere.
Centro commerciale Porta di Roma
L’antefatto: alla riscossione del primo stipendio, in busta paga Sara si ritrova 76 ore pagate a fronte delle effettive 126 lavorate. Si reca da una delle sorelle della titolare chiedendo spiegazioni. La risposta è perentoria: “Lo straordinario non viene retribuito. Anche se avessi lavorato 1000 ore la paga sarebbe stata sempre quella”. Ovvero 587 euro, e: “Se non ti sta bene, puoi firmarmi la lettera di dimissioni anche adesso e andare via”.
Ma la ragazza non vuole e non può perdere il lavoro e così, quando la donna minacciandola vuole costringerla a firmare le dimissioni, lei controbatte. Le aggressioni verbali si trasformano però in violenze fisiche. La donna spinge la ragazza in un camerino e qui la malmena. la ragazza ricorda alcune battute della donna: ”A me neanche i cani fanno compassione, mi chino solo davanti al duce”. Alla fine Sara, dopo 45 minuti di maltrattamenti, firma le dimissioni, mentre le sue colleghe osservano la scena inermi. Uscita dal negozio si reca in ospedale, dove le danno 5 giorni di prognosi per “Trauma contusivo emicostato sinistro e ginocchio sinistro in seguito ad aggressione”. Ma il dolore alle costole non passa e l’Inail aumenta la prognosi per altri 10 giorni. In seguito all’accaduto la ragazza non dorme più, ha incubi e ansia. Nei giorni successivi un neurochirurgo documenterà la sua condizione come di paura generalizzata, tachicardia e attacchi di panico.
Sara decide quindi di denunciare il fatto alla polizia e contatta anche la redazione de Le Iene. Filma di nascosto gli incontri con le ex-colleghe, dai quali emerge come le ragazze ammettano di aver visto tutto anche se confidano che il giorno del processo non testimonieranno la verità. Nel frattempo Le Iene trovano il profilo di facebook di V.E., sul suo profilo svastiche e una bocca cucita dedicata a tutto il personale di Porta di Roma.
Sui social network è il delirio. Il passaparola corre veloce sul web e le mobilitazioni non si contano.
Ora l’epilogo della vicenda, con la donna assicurata agli arresti domiciliari.


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