Sciopero a Roma, citazione a giudizio per oltre 400 tassisti
Ci sarà un maxi-processo nella Capitale per lo sciopero attuato il 28 novembre 2007 da centinaia di tassisti per protesta contro alcune decisioni prese dall'allora sindaco Walter Veltroni. Almeno 470 tassisti, raggiunti in questi giorni da una citazione a giudizio firmata dal pm Attilio Pisani, dovranno comparire davanti al tribunale il prossimo gennaio. 
Stando al capo di imputazione, "nella loro qualità di incaricati del pubblico servizio di trasporto taxi, agendo in concorso tra di loro ed in esecuzione della medesima risoluzione criminosa al fine di protestare contro il provvedimento del sindaco con il quale si approvava la liberalizzazione delle licenze", gli imputati "interrompevano il proprio servizio, omettendo di rispondere alle chiamate inoltrate dei centralini e concentrandosi nella zona di piazza Venezia, lasciando le autovetture in sosta sulla carreggiata stradale della piazza e delle vie limitrofe". Così di fatto "bloccavano la circolazione stradale e interrompevano anche il pubblico servizio Atac".
I carabinieri sono arrivati all'identificazione dei tassisti, individuando, attraverso i filmati tv e gli articoli di stampa, le targhe di alcuni veicoli che il 28 novembre paralizzarono completamente la Capitale. I militari sono quindi risaliti ai relativi titolari.
Gli avvocati difensori dei tassisti sono pronti a dare battaglia in aula. Anzitutto ci sarà chi, esibendo una sentenza della Cassazione, sosterrà che i tassisti non sono incaricati di pubblico servizio, in quanto si tratta di liberi professionisti non dipendenti da alcuna azienda. Quanto al merito della contestazione, i diretti interessati spiegheranno al giudice di aver regolarmente effettuato il servizio in quei giorni di fine novembre e, una volta giunti a piazza Venezia, di essersi trovati coinvolti 'casulamente' nel caos generale.
di Alessandra Lanzi



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