Scala abusiva al centro di Sabaudia, secondo il Tar va demolita
LATINA - Il caso della contestata scala della piazza del comune di Sabaudia sembra ora chiuso con una sentenza del tribunale amministrativo: l'abuso edilizio va eliminato. Esulta Legambiente: “Una vittoria per la legalità”
La scala di ferro di piazza del Comune, a Sabaudia, è abusiva e va demolita. Lo dice chiaramente la sentenza emessa dal Tar di Roma sul ricorso presentato da Rosa Di Maio, consigliere comunale indagata per legami con la camorra e rappresentante delle società Dms e Raf. Il caso, ben noto nella cittadina pontina, riguarda una contestatissima scala, da decenni al centro di vivaci polemiche.
Il Comune di Sabaudia, con un'ordinanza datata 2000, ne aveva disposto l'abbattimento. Ma contro quel provvedimento dell'amministrazione aveva presentato ricorso Rosa Di Maio. E ora arriva il responso del tribunale amministrativo. Secondo i giudici “la lunga durata nel tempo di un'opera priva delle necessarie autorizzazioni edilizie ne rafforza il carattere abusivo”, il che preserva il potere dell'amministrazione di intervenire e di esercitare i propri poteri sanzionatori.
La denuncia arriva da Legambiente: “Si tratta di una vittoria senza mezzi termini per la legalità e la giustizia, la cultura e la bellezza della quale Sabaudia è ancora autorevole espressione. Una vittoria conquistata dopo anni di battaglie tra chi si ostinava a proteggere la scala e chi invece, come Legambiente, Libera e l'associazione Caponnetto, si è sempre battuto per la legalità”. Forte della nuova sentenza emessa dal Tar del Lazio, Legambiente torna dunque a chiedere al Comune di Sabaudia che l'odiata scala di ferro e cemento, incastonata nel'architettura razionalista del centro della cittadina, venga subito demolita.
Nella stessa sentenza si afferma inoltre che il contratto di locazione stipulato tra le due società di Rosa di Maio e la Regione Lazio sarebbe scaduto. “Ne deriva quindi – prosegue Legambiente - che qualsiasi occupazione è da considerarsi abusiva”. L'associazione chiede dunque alla Regione di verificare a che titolo l'intero immobile sia oggi occupato.
Il caso della scala della piazza di Sabaudiam ripropone il tema delle demolizioni e delle 3500 domande di condono che giacciono, dopo i condoni dal 1985 al 2003, tra San Felice Circeo e Sabaudia: migliaia di abusi che riguardano il Parco del Circeo, un'area sottoposta a vincolo. In totale un volume di milione e 200mila metri cubi.


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