Satelliti e telecamere, Roma è già blindata

Venerdì, 30 luglio 2010 - 19:00:00

di Fabio Carosi

telecamera

Partirà da Roma e poi via via potrà estendersi nelle altre città metropolitane. È una specie di scudo spaziale e di Echelon sovrapposto e integrato, un vero Grande Fratello che ha come obiettivo quello di garantire la sicurezza nelle città. Unirà l'occhio del satellite a quello delle telecamere in un'unica piattaforma integrata ed espandibile. Il progetto, che Affaritaliani anticipa in esclusiva, porta la firma dell'Unione Industriali di Roma ed è anche uno dei tre elementi sui quali si poggia la candidatura della città alle Olimpiadi del 2020. Spiega Aurelio Regina, presidente Uir, artefice del progetto di cablatura della città per dare a Roma un futuro in banda larga: “Esiste un gruppo di lavoro all'interno di Confindustria – rivela – che sta osservando con molta attenzione la questione sicurezza nelle aree metropolitane e sta cercando di mettere a punto un progetto che dia una risposta alle ridotte capacità dello Stato di mettere in campo risorse per aumentare la presenza delle forze dell'Ordine. Anzi, vista la manovra economica e le prospettive, sono convinto che avremo sempre meno poliziotti in strada. Facendo due chiacchiere col ministro dell'Interno Maroni ho saputo che le ultime azioni che hanno permesso la cattura di importanti malavitosi sono state possibili solo grazie all'aiuto delle tecnologie.

Da qui la certezza che le grandi città dovranno essere dotate di sistemi ad alta tecnologia di supporto alle attività investigative e di ordine pubblico”. Ecco allora il progetto. Un società del Gruppo Finmeccanica ha messo in campo uno speciale gruppo di lavoro per realizzare un sistema di controllo del territorio che unisca i dati satellitari con le immagini delle telecamere di videosorveglianza dotate di software analizzatori di spettro. In poche parole, dallo spazio verranno effettuate zoomate sistematiche sul territorio ed eventuali anomalie saranno trasmesse al sistema visivo che inquadrerà il campo e fornirà due tipi di supporto: un quadro generale di ciò che sta accadendo e una prima valutazione dell'evento affidata ad un programma informatico in grado di riconoscere se un uomo che corre fa jogging, oppure ha il tipico comportamento di una persona in fuga. Per le forze dell'ordine il sistema fornirà informazioni così chirurgiche che permetteranno di valutare velocemente e poi calibrare gli interventi. Ovvio che la prima integrazione del sistema sarà con le reti di telefonia mobile e permetterà di individuare e tracciare tutte le chiamate in arrivo o in partenza dalla zona interessata. Tanta tecnologia sarà anche in grado di attivare in tempo reale eventuali intercettazioni foniche. É un futuro già prossimo, come si evince dall'accordo che la Selex – gruppo Finmeccanica – ha siglato lo scorso primo luglio con la Russian Telecom Equipment Company. L'obiettivo è la creazione di una joint venture “per la progettazione e la realizzazione di sistemi di sicurezza destinati alla protezione di infrastrutture critiche e alla gestione di grandi eventi. I primi progetti che la nuova società realizzerà – si legge proprio nel sito internet della società - riguarderanno la creazione di sistemi di sicurezza per grandi infrastrutture, come aeroporti, porti, stazioni ferroviarie, per siti industriali critici, come depositi di petrolio, gasdotti, e per la gestione di grandi eventi, come congressi, summit e competizioni sportive”.

Un test complesso destinato ad arrivare in breve tempo nella città di Roma e di far parte del “pacchetto” che comporrà la candidatura olimpica. La sicurezza ambientale e degli atleti è infatti uno dei requisiti fondamentali per la vittoria sulle altre città. E Roma sembra essere già un passo avanti. Banda larga, progetti in fase di test e la recente nomina di Francesco Tagliente a Questore, indicano un percorso chiaro. Tagliente è stato l'uomo che ha guidato la sicurezza durante il Grande Giubileo del 2000, dotando la centrale operativa della Questura di un sofisticato sistema di telecamere a guardia dei punti “caldi” della città ed è un vero conoscitore e appassionato di tecnologie a supporto del controllo del territorio e dell'attività investigativa.

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