San Camillo nel caos. Vertice Pd sindacati al capezzale dell'ospedale
"Presenterò immediatamente una richiesta di Consiglio straordinario. Già ne avevamo una sulla questione della Sanità. Sulla situazione del Pronto Soccorso dell'ospedale San Camillo vorrei rilanciare la questione del Consiglio straordinario e, in base a questo, far presentare un'interrogazione per proporre delle soluzioni".
Lo ha detto il capogruppo del Partito Democratico alla Regione Lazio, Esterino Montino, al termine della visita al Pronto Soccorso dell'ospedale San Camillo, e dell'incontro con una delegazione di medici in agitazione.
"Con questo adesso - ha continuato Montino - non voglio dire che anche in altri periodi non fosse grave, lo era anche nel 2008 e nel 2009, e non voglio strumentalizzare. Però oggi abbiamo toccato il fondo perché ci sono decine e decine di persone nei corridoi, dentro il reparto di rianimazione, in barella una attaccata all'altra. Lo spazio fisico e' andato in tilt”.
"I medici stanno protestando - ha spiegato Bruno Schiavo, segretario dell'associazione medici dirigenti Anaao San Camillo - per alcuni principi che ritengono inalienabili: il diritto all'assistenza, il diritto a un'assistenza sicura, diritti che devono essere accompagnati con il rispetto della dignità della persona, di chi lavora e di chi e' assistito. In uno stato di emergenza come quello in cui siamo e' inutile fare troppe chiacchiere: prima si risolve l'emergenza, le persone chiedono un letto, poi si discute di eventuali progetti. La situazione si sta aggravando di anno in anno perché sono stati anche chiusi altri ospedali".
"Si parla di Pronto Soccorso generale ma e' bene chiarire che il San Camillo ha tre Pronto Soccorso. Tutti - ha detto Francesco Medici, segretario aziendale Fvm (Federazione veterinari e medici) - sono in altissima sofferenza. Siamo tornati alla situazione che si viveva trent'anni fa dei letti in corridoio, una situazione vergognosa. Si è fatto questo Piano di riordino con la chiusura di 24 ospedali ma tutta la gente da qualche parte deve andare".
Mastroianni Gianmattia, rappresentante Aaroi (Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri italiani), ha aggiunto: "Qui bisogna denunciare un'enorme presa in giro: hanno autorizzato 5 persone ma in realtà ne servirebbero decine. Il problema e' che queste autorizzazioni non vanno neanche a coprire la stabilizzazione dei precari e la denuncia sta nel fatto che non e' un problema di crisi. Noi siamo l'unico ospedale soggetto a questa attenzione negativa della Regione, perche' per quanto riguarda il nostro campo, i rianimatori, sappiamo che sono state autorizzate assunzioni al San Giovanni, al Santo Spirito, e a tempo indeterminato anche all'ospedale di Bracciano che tra due mesi chiude".


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