Sport/ La Rugby Roma non c'è più. Bona scrive ad Affari
Ottantuno anni di storia e cinque scudetti. Un passione che ha attraversato la città da destra a sinistra e una scomparsa annunciata: la Rugby Roma non c'è più. Sabato scorso, sotto il peso dei debiti, il Consiglio federale ha escluso la società dal campionato di Eccellenza. Il presidente e patrone della società, Paolo Abbondanza, il re dei parcheggi e della Futura Park non ha presentato la fidejussione bancaria che avrebbe garantito i debiti della stagione conclusa e così la Federazione ha preso atto. Ambrogio Bona, ex presidente-allenatore della Rugby Roma e “pedina storica” del rugby italiano e romano, scrive ad Affaritaliani.it, ripercorrendo gli ultimi anni della storia della società: dal salvataggio alla cessione ad Abbondanza.
Carissimo Mario, (Di Carlo)

Rugby Roma
sono certo che tu sei al corrente di ciò che è accaduto sabato (23/7/2011) alla nostra amata “vecchia Signora” (Rugby Roma Olimpic): praticamente è stata uccisa per mancanza di amore, quell'amore che tutti noi, dall'allora sindaco Walter Veltroni con quella meravigliosa giunta, all'assessore Foschi e al sempre disponibile assessore Esposito, avevamo dato. Ti ricordi quella mattina del 2003 quando ti chiamai al telefono e ti dissi: “Mario, il Presidente Ciucci (l'allora presidente della Società) mi ha comunicato che vuole lasciare la società e mi ha proposto di prenderla: me la regala; che faccio?” e tu mi rispondesti: “Prendila, non possiamo lasciarla morire”. Ebbene, dopo tutti i sacrifici che quel gruppo ha fatto, sono riusciti a farla morire la nostra “Vecchia Signora”. Ma non è morta di vecchiaia bensì è stata abbandonata, gli è stato negato quell'amore di cui aveva bisogno. Caro Mario, nei miei ricordi ci sarai sempre anche per quel che hai saputo fare per noi. Non scorderò mai la tua presenza al “Tre Fontane” ogni volta che si giocava in casa. Le piacevoli fatiche per preparare “il terzo tempo”: dalla pasta e fagioli alla giornata delle fragole e quando ci regalasti 400 hamburger a forma di cuore per un concentramento di nostri ragazzini. Mario, quest'anno due tristi eventi mi sono capitati: la tua morte e la morte della “Vecchia Signora”. A proposito, se la incontri, dalle un grosso bacio e dille che l'abbiamo sempre amata.
Ambrogio Bona



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