Rugby Roma, mamma e papà dichiarano guerra

Mercoledì, 8 giugno 2011 - 11:11:00

rugby roma

Dopo l'articolo di Affari che denunciava le grandi manovre intorno alla Rugby Roma, i genitori degli oltre 500 ragazzi che si troveranno senzsa squadra e senza campo per la prossima stagione, scrivono ad Affaritaliani.it.

Ecco il testo della lettera che sta circolando e che di fatto richiama il Comune, il Coni e la Federazione alle loro responsabilità. “Il dado è tratto, ora non c'è più tempo. Fino a ieri siamo restati con l'orecchio teso a captare notizie sull’evolversi della situazione che si dimostra la cronaca di una "morte" annunciata. Oggi abbiamo deciso: si deve fare qualcosa. Non resteremo in silenzio ad assistere alla spartizione della torta delle "Tre Fontane" fra le solite eminenze grigie. La Rugby Roma esiste dal 1930. Da oltre 40 anni le Tre Fontane sono la patria del Rugby di Roma Sud, molto prima che palazzinari e politici di piccolo cabotaggio iniziassero ad impossessarsi di Roma e dell’Eur. Abbiamo scelto il Rugby per i nostri ragazzi perché è uno sport pulito, che insegna loro ogni giorno cos’è la lealtà, il rispetto del compagno e dell’avversario, il coraggio e la sofferenza, il sacrificio e la gioia, l’appartenenza a un gruppo, il valore delle relazioni umane e soprattutto crediamo che sia uno sport meraviglioso. Sulle magliette per il festeggiamento degli 80 anni della società c'è scritto "Per la gloria del nome", loro hanno giocato per quel nome; gli è stato insegnato a dare il massimo, gli è stato chiesto sacrificio e loro hanno sempre dato di più. Lo leggiamo sui loro visi esausti, felici dopo una vittoria o tristi e rabbiosi dopo una sconfitta, però, sempre a testa alta, proprio per quella gloria del nome a cui oggi viene affiancato solo un controvalore in denaro frusciante… I nostri bambini e i nostri ragazzi non meritano di veder crollare il loro sogno di squadra, non dopo l’impegno che hanno dimostrato, non dopo aver conquistato risultati straordinari in tutte le competizioni a cui hanno partecipato quest'anno. Ma soprattutto non meritano di vedere i loro genitori assistere attoniti e impotenti al furto del loro sogno. Fino a ieri abbiamo aspettato che qualcuno intervenisse dall’alto per far rispettare le regole, o qualcuno che ci salvasse dal fallimento del club. Oggi sentiamo il dovere di dimostrare di saper lottare al loro fianco e impedire questo scempio. Vogliamo dare un volto e un nome a quell’ avversario invisibile che gli sta togliendo la gioia di restare uniti, dividendoli ed umiliandoli meschinamente, nascosti dietro ad un apparato amministrativo che si piega passivamente alle richieste dei potenti.

NOI PRETENDIAMO che i responsabili del Comune di Roma (proprietario dell’impianto), nelle persone del Sindaco Gianni Alemanno, l’Assessore allo sport Alessandro Cochi, del CONI (attuale gestore del’impianto) con il presidente Giovanni Petrucci, della FIR (federazione del CONI) con il Presidente Giancarlo Dondi, e della Rugby Roma Olimpic nella persona del Dott. Abbondanza vengano, guardando tutti negli occhi, a spiegare cosa sta accadendo e cosa intendono fare dell’ impianto e del Rugby. Noi genitori abbiamo la ferma intenzione di chiedere il sostegno di tutto il mondo del Rugby non solo capitolino, saremo pronti a combattere ad oltranza finché non si troverà una soluzione. Lo faremo nell'unico modo che conosciamo: andremo in campo e dimostreremo quanto lo spirito del VERO Rugby sia vivo e presente nei nostri figli ed in noi. Non accadrà ciò che è già successo al Luneur con centinaia di posti di lavoro persi, o allo stadio dell’atletica, oggi un prato deserto a disposizione degli speculatori.

NOI NON CE NE ANDREMO. Il nostro programma nel brevissimo futuro si articolerà in:

- creazione di un comitato permanente dei genitori del settore giovanile della Rugby Roma in difesa dello spazio delle Tre Fontane - informazione attraverso tutti gli organi di stampa per evitare la chiusura dell’impianto;

- organizzazione di una manifestazione a sostegno di questa iniziativa con tutte le squadre laziali e nazionali che vorranno appoggiarci (abbiamo già ricevuto molte adesioni)

- la creazione di una associazione sportiva per una nuova gestione dal basso (noi genitori) dell’impianto per permettere la prosecuzione dell’attività rugbystica, senza nuovi investitori che perseguono solo i loro interessi

- ricerca di eventuali sponsor sportivi sensibili alle sorti della Rugby Roma”.

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