Roma rischia la paralisi del traffico: autobus guasti e metro poco frequenti
di Fabio Carosi 
La dead line è fissata al 31 dicembre di quest'anno. Poi, se il Comune di Roma non avrà messo mano al portafogli per modernizzare la flotta di autobus più grande d'Europa, per Roma sarà il rischio paralisi. Affaritaliani.it è entrato in possesso di uno studio dettagliato che mette in guardia il Comune sui rischi del trasporto pubblico Le avvisaglie sono arrivate. Da qualche giorno i guasti degli autobus sono aumentati esponenzialmente e non c'è linea che non subisca disservizi a causa dei rientri forzati dei mezzi. E all'Atac lo sanno bene, anche se si guardano dal rendere note le cifre del “disastro prossimo venturo”. In due anni di giunta Alemanno la città non ha visto arrivare un solo bus nuovo. Gli ultimi acquisti di mezzi elettrici e a metano sono firmati Veltroni (circa 500) e si sono aggiunti ai 1000 Iveco Cityclass + 400 Mercedes acquistati con i fondi del Giubileo. Ora, la flotta romana ha un'età media che supera abbondantemente i 10 anni che diventeranno 12 al termine del prossimo anno, con tutti i problemi che l'invecchiamento genera: aumento dei guasti, aumento dei costi di manutenzione e conseguente indisponibilità per garantire la regolarità del servizio.
Questi i numeri che danno la dimensione del problema: l'Atac sul sito ufficiale denuncia un'età media del parco di 6,8 anni, ma i dati si riferiscono al 2008; e in una città che ha solo 2 linee di metropolitane, la flotta “gommata” è strategica se non indispensabile, tanto da essere composta da oltre 2600 mezzi che ogni anno fanno qualcosa come 1 miliardo e 131 milioni di chilometri. Senza alcun intervento, nel 2012 si avrà l'invecchiamento contemporaneo di tutti i bus. Che non sia un teorema lo sanno sia al Comune che all'Agenzia per la Mobilità che da tempo sollevano nei tavoli il fantasma di una città dove muoversi sarà sempre più difficile. Infatti i bus non si trovano dal concessionario. Ammesso che Roma abbia disponibilità per acquistare nuovi mezzi, tra i tempi di preparazione di una gara europea e le risposte dei produttori normalmente occorrono dagli 8 ai 12 mesi. Prima però c'è l'emergenza fondi, sui quali è buio totale.
Se non bastasse la flotta di superficie, l'apertura del prolungamento della linea B1 del metrò sarà un vero problema. Senza nuovi treni, è stato già calcolato che da Bologna a Conca d'Oro la frequenza dell'orario di punta sarà di circa 8 minuti a convoglio che diventeranno anche 15 nelle ore serali. E questo perché c'è il progetto e il cantiere per gallerie e binari ma non c'è un euro per i nuovi treni. Così da Bologna i treni in direzione di Conca d'Oro saranno uno su due e su una linea che ha un passaggio ogni quattro minuti. Con questa frequenza più che un metrò, il prolungamento sarà la strada per arrivare tardi. Ovvio che su questo problema è calato il silenzio.



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