Roma/ Le radio monopolizzate dai fanatici del pallone

Venerdì, 15 ottobre 2010 - 11:54:00


di Claudio Roma

Il calcio nella Capitale non è solo uno sport, ma una vera è propria passione che si muove H 24 nell’etere radiofonico, che da sfogo a persone con storie e peculiarità del tutto differenti. Personaggi che fuori dallo studio e lontane da un microfono, fanno e hanno fatto tutto e il contrario di tutto. Nonostante l’italiano a volte sia addirittura un optional, sono seguitissime da tanti radioascoltatori che, oltre ad essere parte integrante dei palinsesti, pendono dalle labbra di alcuni ed “odiano” altri. L’etere romano offre grande varietà, per i “malati” di Roma c’è l’imbarazzo della scelta: Mario Corsi, alias Marione, trasmette ogni mattina su Centro Suono Sport con Riccardo Angelini detto il Galopeira, braccio destro ed autore di divertenti canzoni contro la Lazio e Jonathan Calò appendice di lusso, troppo educato per riuscire a finire una frase senza essere interrotto. Mario è una vera e propria azienda con un passato turbolento fatto di militanza politica, vita da stadio e un soggiorno pluriennale a Londra negli Anni ‘80. Molti romanisti pendono dalle sue labbra e se li senti parlare al bar, dicono o provano a dire tutto quello che il loro conduttore di riferimento vuole far intendere.

I giallorossi però possono ascoltare anche Rete Sport, un palinsesto di buon livello che offre una giornata da lupi. David Rossi l’uomo che si vanta di “non fare il giornalista ma di parlare ad un popolo”, offre discreti contenuti e aneddoti divertenti con una spalla di grande, forse troppa romanità come Dario Bersani ed opinionisti di livello. Nella stessa emittente l’elemento di spicco è senza dubbio Alessandro Paglia, la sua simpatia e intelligenza è apprezzata anche da molti laziali. A completamento del panorama giallorosso, impossibile non citare TeleRadioStereo: Max Leggeri è il mattatore pomeridiano, ormai da oltre dieci anni sulla cresta dell’onda, rappresenta una voce libera, scevro da condizionamenti ma schiavo della ricerca aulica della lingua italiana che a volte lo coglie in fallo con dei termini talmente ricercati che sono impossibili da trovare anche sul dizionario.

Anche per i tifosi biancocelesti c’è un’ampia scelta, il maestro della radiofonia privata laziale e non solo è Gianni Elsner, scomparso da poco più di un anno, un professionista che per oltre trenta anni è entrato nelle case dei romani con temi che andavano dal sociale allo sport, soprattutto la Lazio. Ha creato attorno alla sua voce un progetto importante di beneficenza e di adozioni a distanza che lo hanno fatto apprezzare da tutti o quasi gli schieramenti sportivi e politici, a RadioSei continua il suo progetto con le voci di Federico Ghilardi giovane e preparato speaker ma di fede giallorossa, Mauro Cedrone giornalista professionista tifoso laziale con un passato importante nella carta stampata e Maurizio Catena, anche lui un passato politicizzato ora presidente di Easy London. Sulla stessa emittente il pomeriggio è appannaggio del duo Buzzanca-Pantano (ex campione del mondo di scherma, ora in Polizia nel settore sportivo), divertenti e culturalmente superiori alla media della categoria ma spesso, troppo occupati a parlare della Roma, di Totti e a polemizzare anche su banalità.
Su TeleRadioStereo la mattina c’è l’istituzione Guido De Angelis, un passato in Curva Nord con gli Eagles Supporters e la sua vita dedicata alla lazialità a volte però troppo legato ad un passato remoto con trasmissioni che hanno della seduta spiritica. La sera poi, c’è Michele Plastino, anche lui un pezzo di antiquariato dell’etere romano: il suo ciuffo rincorreva i giocatori delle squadre romane per avere a caldo le impressioni degli atleti, ora da seduto in tv la domenica sera inscena una “tribuna calcistica” che tiene incollati tanti tifosi. Il format è congelato, il ciuffo è meno folto. Come dimenticare poi Ilario di Giovambattista di Radio Radio. Le sue battaglie da gladiatore dell'eterte lasciano spesso stupiti: anti Sergio Cragnotti; convinto e accusato di lecchinaggio sfrenato nei confronti di Lotito, certo che Eriksson fosse un perdente di successo e Ballardini l’inventore di un nuovo calcio. In poche parole ondivado e confuso da sembrare in polemica con se stesso. Nella sua storica trasmissione può vantarsi di opinionisti come Franco Melli che ha il primato di essere odiato contemporaneamente da romanisti e laziali e Ivan Zazzaroni: ”Ivan chi? Ah, quello che fa il giudice a Ballando con le Stelle”. La radio è servita

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