Roma/ In 500 disegnano il primo graffito collettivo
L'arte è azione. L'arte è di tutti. L'arte è in strada, tra la gente, per la gente, con la gente. L'artista è per strada. Poco prima del concerto del primo maggio l'artista futurista Graziano Cecchini (Rossotrevi) ha messo a segno la sua ultima azione. Un telo giallo di 3x30 metri steso davanti la Basilica di San Giovanni e 100 bombolette spray messe a disposizione della gente. E' bastato questo a far scatenare il pubblico presente in piazza che, bombolette alla mano, ha iniziato ad esprimersi artisticamente sulla tela. Un'opera d'arte fatta dalla gente per la gente. Opera che verrà successivamente tagliata e montata in singole tele che saranno esposte in una mostra aperta a tutti. Circa 500 persone hanno contribuito a realizzare un'opera d'arte collettiva, condivisa in tempo reale su internet tramite i cellulari.
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E dopo un'ora le immagini e i video già rimbalzavano oltreoceano. Ma cosa ha voluto comunicare la gente presente? Disegni, nomi, simboli, frasi. I più gettonati, i messaggi di pace, d'amore, di rispetto per l'ambiente. Frasi di solidarietà per i terremotati de L'Aquila. I disegni allegri e spensierati dei bambini. "E' il primo graffito del futurismo del III millennio - ha spiegato Graziano Cecchini - la dimostrazione pratica della velocità del Gigabyte, mentre il mondo è ancora fermo ed ancorato ad arcaiche tecnologie. L'arte è molto più veloce di qualsiasi tipo di discorso. Basta una bomboletta e un pennarello per suscitare un'emozione". L'arte di tutti. L'artista è per strada.



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