Roma/ Festa democratica, nel Pd è scontro sul nome
"La festa del Partito Democratico si svolgerà, così come previsto, nell'area di Caracalla: si è raggiunto un accordo con la Sovraintendenza ed il Comune di Roma ed il Pd di Roma sulla collocazione delle strutture che daranno vita dal 24 giugno all'importante manifestazione. L'accordo conseguito prevede la ricollocazione della festa nell'area dello scorso anno, area richiesta da febbraio dal Pd di Roma" Lo dichiarano, in una nota, Il coordinatore romano del Pd, Marco Miccoli, ed il responsabile della Festa dell'Unità Micaela Campana". E' un risultato positivo per il Pd e per la città di Roma che non si vedrà privata di una manifestazione politica e culturale con dibattiti, spettacoli ed intrattenimenti del tutto gratuita e senza alcun costo per l'Amministrazione pubblica - aggiungono - Adesso tutti al lavoro, nell'unità del partito e superando le inutili e dannose polemiche di questi giorni che disorientano ulteriormente il nostro elettorato. Spetterà agli organismi dirigenti unitari la scelta del nome e la stesura del programma della Festa. Siamo soddisfatti e ringraziamo chi, in questi giorni, anche autorevoli esponenti, hanno riconosciuto il valore culturale di questa storica manifestazione che ha nella naturale location di Caracalla la sua sede". 
Il senatore Lucio D’Ubaldo si scaglia contro il coordinatore del Pd romano "che dovrebbe battersi per l’organizzazione della Festa dei Democratici, visto che siamo un partito nuovo e guardiamo al futuro. Invece, si lascia andare a una nostalgica difesa della “Festa dell’Unità”, espressione storica di un partito, il Pci, sciolto vent’anni fa sull’onda del fallimento del socialismo sovietico. Una gaffe? - si domanda - No, è qualcosa di più significativo e grave. Miccoli, spiace dirlo, coordina solo la nostra decadenza come partito riformista". "Sull'esito di questa vicenda ha prevalso il buon senso, soprattutto grazie all'atteggiamento fermo e responsabile delle nostre soprintendenze statali nonostante le critiche talvolta brutali di questi giorni che ancora oggi voglio respingere al mittente con nettezza. E sono lieto che l'accordo sia stato raggiunto all'interno del nuovo tavolo tecnico convocato dalla nostra direzione regionale dei beni culturali del Lazio. Io avevo ed ho sempre avuto una posizione chiara e coerente su questa storia. Già nell'agosto di due anni fa, nel 2008, manifestai le mie perplessità sulla collocazione della Festa dell'Unità nell'area di Caracalla. Sbagliò il Comune di Roma con il sindaco Veltroni a concedere nel 2007 quest'area così preziosa e così fragile nel settore dei giardini e sbagliò la nostra Soprintendenza ad assecondarlo. Ma avremmo sbagliato in modo ancor più grave e clamoroso oggi se avessimo concesso addirittura il lato opposto ai giardini, quello vicino alle Terme. La festa può essere fatta là dove è stata realizzata nel 2007, nel 2008 e nel 2009, in una sede che io personalmente non avrei mai concesso, ma che senz'altro rappresenta un danno minore rispetto alla richiesta di svolgere la Festa addosso alla Terme di Caracalla come qualcuno pretendeva di fare per l'edizione 2010. E su questo è stato raggiunto l'accordo. Ciò però non ci esime dal vigilare affinché la Festa dell'Unità non si trasformi nello scempio e nella devastazione dell'area che è stata assegnata, come è purtroppo accaduto sia nel 2008 sia nel 2009. Se dovessimo constatare il sorgere di un forte degrado nell'area saremo i primi a denunciarlo, anche fotograficamente, sui media. La concessione di un'area non è infatti un diritto acquisito perennemente ma potrà essere revocato se i patti non vengono rispettati dagli organizzatori per garantire la tutela dei luoghi. Se, come ci ha ricordato il segretario del PD Bersani, la Festa dell'Unità è nata nel 1945, le terme di Caracalla hanno quasi duemila anni, e una festa di partito non può certo decretarne la devastazione fisica e culturale". Lo dichiara, in una nota, il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro.



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