Si “vola” sulla testa dei cittadini

Lunedì, 23 maggio 2011 - 11:52:00


Di Esterino Montino

Un’altra idea di aeroporto” non è solo il titolo del convegno organizzato sabato dal Partito Democratico a Maccarese. È premessa per discutere e arrivare insieme a un modello di hub idoneo ad accogliere diverse decine di milioni di passeggeri ogni anno. Bisogna dirlo chiaramente: chi crede che l’aumento del volume di traffico passeggeri significhi l’inevitabile raddoppio del sedime aeroportuale è fuori strada. Per almeno due buoni motivi. Il primo è dettato dal buon senso. Con la prossima entrata in funzione, nel 2012, del terminal C che da solo ha una capacità di oltre 5milioni di transiti, sarà possibile soddisfare una domanda di oltre 70milioni di passeggeri annui, equiparando l'aeroporto di Fiumicino, in capacità d'offerta, con le attuali tre piste, ai maggiori aeroporti europei ed internazionali. Senza contare che risolvendo i numerosi disservizi interni già oggi ci sarebbe la possibilità di aumentare il numero di transiti giornalieri semplicemente migliorando i livelli di servizio attuali.

Il secondo motivo, non meno importante, prende in esame l’ambiente e la salute dei cittadini. Il piano ADR prevede, in aggiunta agli attuali 1.400 ettari, l'esproprio di nuovi 1.300 ettari ricadenti integralmente nella Riserva Statale del Litorale Romano. Le piste arriverebbero a lambire la pineta di Fregene e si andrebbe a distruggere un vero polmone verde e un importante insediamento agricolo per tutto il quadrante Nord-Ovest di Roma. L’aumento dei livelli d’inquinamento atmosferico e acustico provocherebbe gravi ricadute sulla salute dei cittadini che vivono in tutte le realtà residenziali nei dintorni dell’aeroporto "Leonardo Da Vinci".

Infine una considerazione. I cittadini di Fiumicino, come quelli di Roma, sono fino ad ora tagliati completamente fuori da qualsiasi decisione che investe il loro futuro. Nessuno ha pensato all'apertura di un tavolo interistituzionale (Regione Lazio, Provincia di Roma e comuni di Fiumicino e Roma) e partecipato (dalle forze sociali sindacali, ambientali e dei comitati territoriali) per valutare insieme le caratteristiche del progetto e le conseguenze del suo impatto ambientale e sociale. Un modo di procedere francamente inaccettabile.

* Capogruppo Pd alla Regione Lazio

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