Roma/ La stangata di Alemanno sui romani. Il dossier
di Enrico Massidda 
Il sindaco Alemanno
Il bilancio del Campidoglio è in rosso fuoco e così, ma lo si sapeva, spuntano inevitabili nuove tasse. Ma il pedaggio sul GRA, il Grande Raccordo Anulare che circonda per 70 chilometri la città tanto caro a Venditti, non ci sarà. Una sorta di riguardo verso i cittadini o piuttosto difficoltà tecniche di attuazione che si sarebbero rivelate molto costose? Chissà. Pedaggio nell’aria, invece, per la Roma-Fiumicino, una vera e propria autostrada fino ad oggi free, ovvero libera, che corre il serio rischio di trasformarsi a pagamento in tempi rapidi.
“Non c’è trippa per gatti”, ha ricordato il Sindaco Alemanno citando una storica battuta del suo famoso predecessore Nathan di inizio ‘900, aggiungendo in polemica con i nordisti che “Roma non è affatto ladrona”.
E’ un Alemanno molto serio, senza voglia di scherzare, che parla della voragine di bilancio del Comune di Roma ereditata dai precedenti amministratori e delle misure antideficit da adottare. Quindi la conferma del no al pedaggio sul GRA, “perché è una strada interna della città e così abbiamo avuto garanzie dal Governo che non sarà applicata. Su Fiumicino il pedaggio potrebbe invece scattare, anche se cercheremo di evitarlo”.
Dubbi sulla manovra vengono da Standard & Poors che ha messo sotto osservazione il rating a lungo termine del Campidoglio che potrebbe provocare “un possibile indebolimento del supporto straordinario da parte dello Stato nei confronti del Comune.
“A Standard & Poor – replica il Sindaco – voglio dire subito che dopo la manovra del Governo c’è stato un rafforzamento, e non un indebolimento della copertura del debito”.
Poi, i numeri. Alemanno spiega che per i vecchi debiti il Governo Berlusconi doveva trovare 500 milioni di euro, appunto per colmare il deficit pregresso. L’esecutivo, invece, ha assegnato a Roma 300 milioni l’anno fino all’anno 2046. Mancano così all’ appello 200 milioni annui che verranno raccolti attraverso due provvedimenti locali. Una mini tassa di 1 euro in più sul biglietto aereo di ciascun passeggero in partenza da Roma attraverso una addizionale sui diritti di imbarco, “e così non pesiamo sui romani”, chiosa il Sindaco, oltre a un incremento dell’addizionale comunale all’imposta sul reddito delle persone fisiche, ovvero l’Irpef, fino al limite massimo dello 0,4 per cento”. “Non è questa una norma che ci piaccia molto – precisa – ma rientra nei limiti della sopportabilità”. Ma forse non proprio di tutti, aggiungiamo noi. Tutto ciò, comunque, a partire dal prossimo anno.
Ma per raggiungere il pareggio il Tesoro ha previsto altre entrate, che il Comune dovrà scegliere tra quelle proposte da Tremonti. O l’aumento dell’Ici del 3 per mille, ma non sulla prima casa, che arriverà così al 9,9. Oggi è del 6,9 per mille.
E poi la stangata sui turisti, quella tassa di soggiorno abrogata nel 1989. “Decideremo con le categorie del settore - spiega Gianni Alemanno – le modalità di questa norma che arriverà a un massimo di 10 euro a notte”, definendo come “ridicola demagogia” ciò che esiste nelle più importanti città del mondo perché “i romani non possono continuare a pagare i servizi usati dai turisti.
Con questi previsti 200 milioni di euro in più all’anno, ma la cifra potrebbe anche esser maggiore, in aggiunta alle altre entrate e “contributi”, il Comune di Roma da qui al 2046 potrebbe incassare una cifra vicina ai 18 miliardi di euro.



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