Roma 2020, il ministro Gnudi sogna
“Sarebbe il sogno di qualsiasi ministro del Turismo del mondo”. Così Piero Gnudi, responsabile del dicastero, giudica la possibilità di portare nella Capitale i Giochi olimpici 2020. Intanto si valuta l'andamento dei mercati internazionali e si analizzano costi e benefici del progetto. Il sindaco Alemanno smorza le attese: “Il termine è il 15 febbraio, ma non è necessario un passaggio nel Consiglio dei ministri”
Le Olimpiadi a Roma? Un'occasione irripetibile per la Capitale e per l'intero Paese. Anzi, “il sogno di qualsiasi ministro del Turismo del mondo”. Le parole sono di Piero Gnudi, ministro per il Turismo e per lo Sport, che rilancia la candidatura olimpica di Roma 2020 e lascia presagire la posizione del Governo sull'eventuale sostegno all'evento, che potrebbe essere discussa già nelle prossime ore.

“Come responsabile di questo dicastero – aggiunge ancora Gnudi – ne sarei entusiasta. Non so dire se la decisione verrà presa subito in Consiglio dei ministri o la prossima settimana. Ovviamente si dovrà trattare di una scelta collegiale, sotto la guida del presidente Monti”. Intanto, precisa, Roma studia gli andamenti dei mercati internazionali per valutare costi e sacrifici legati all'ambizioso progetto. La crisi e la contrazione dei mercati sono l'ombra che incombe sul progetto Roma 2020.
“Tutti noi conosciamo i momento finanziario che stiamo vivendo – spiega il ministro Gnudi – E credo che il presidente Monti abbia tutti gli strumenti per decidere al meglio, studiando l'andamento dei mercati internazionali”. In un'intervista ad un quotidiano aggiunge poi di non escludere uno slittamento al 2024: “Le variabili in base alle quali vengono assegnati i Giochi sono molte, non ultima il continente che si aggiudicherà l'Olimpiade del 2020”.
Per la sfida si attende quindi il formale via libera del Governo al dossier che raccoglie i dati, i costi e i benefici della candidatura della Capitale. Il sindaco Gianni Alemanno, smorzando le aspettative che si stanno creando in queste ore, precisa però che il termine ultimo è quello fissato al 15 febbraio, dunque “ogni giorno è buono per avere il sostegno del Governo necessario sul nostro dossier”. Ma non è dato che del tema si discuta nel prossimo Consiglio dei ministri. Per la verità, aggiunge Alemanno, “non è detto nemmeno che debba esserci un passaggio in Consiglio dei ministri”.


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