Il rogo della stazione Tiburtina: “Tutta colpa di un trasformatore”

Martedì, 26 luglio 2011 - 12:50:00

di Fabio Carosi

“Quale rame e rame, è pura fantasia e serve solo a depistare e a guadagnare tempo. Dietro il rogo della stazione Tiburtina c'è soltanto una scellerata politica di risparmio di Rfi che ha messo in piedi una struttura provvisoria ignorando gli standard di sicurezza”. L'accusa choc viene da un ingegnere di Acea, uno di quelli che di sistemi elettrici se ne intende per aver realizzato diverse centrali di alimentazione non solo a Roma. Il tecnico, che chiede l'anonimato, Affaritaliani.it lo ha incontrato nel pomeriggio di ieri, proprio sotto la sede dell'azienda elettrica in piazzale Ostiense.

rogo tiburtina 02

Seduto al chioschetto, meta di incontri tra dipendenti, fornitori e cittadini, apre un bloc notes e inizia a spiegare. “Intanto bisogna spiegare perché il rogo è durato 15 ore e perché i pompieri hanno dovuto faticare tanto per spegnerlo: secondo me ciò che è andato a fuoco non è l'impianto elettrico provvisorio ospitato nel vecchio manufatto accanto alla nuova stazione. Il guasto è stato generato da un trasformatore che è andato fuori uso e che ha iniziato a bruciare perché qualche interruttore automatico di emergenza non ha funzionato a dovere. E qui potrebbe esserci la prima responsabilità sulla qualità dei materiali sulla quale le commissioni d'inchiesta dovrebbero porre la massima attenzione. Ma il vero problema a mio avviso dovrebbe essere il trasformatore. Se anni di esperienza non mi tradiscono dovrebbe trattarsi di un sistema ad olio ed è quello che ha preso fuoco e ha arso per tanto tempo. Il fumo e l'odore sono inconfondibili e i vigili del fuoco lo sanno bene. E qui bisogna capire cosa hanno messo in piedi i colleghi di Rfi”.

Tra dubbi e incertezze, il tecnico di Acea descrive uno scenario inquietante: secondo la sua ricostruzione, il supertrasformatore di Tiburtina sarebbe stato realizzato senza rispettare le norme di sicurezza o in ogni caso con una tecnologia vecchia che non mette al riparo dagli incidenti. “Quando si progettano questi impianti – prosegue – si tiene sempre presente la possibilità di un malfunzionamento e quindi di un possibile incendio. Per questo motivo i trasformatori vengono realizzati su una speciale vasca a tenuta stagna dove, in caso di emergenza, il sistema fa defluire l'olio di raffreddamento e poi chiude ermeticamente. Senza questo sistema il traformatore diventa come una torcia che brucia sino a quando l'olio non è finito. Proprio come è successo nella stazione ferroviaria: un pira che ha arso per ore”.

In attesa che le commissioni d'inchiesta dei vigili del fuoco, del ministero dei Trasporti e di Rfi arrivino a conclusioni certe, la circolazione sta lentamente tornando alla normalità. Questa mattina è stata riaperta al pubblico la fermata Tiburtina della linea B del metrò, mentre le Fs hanno fatto sapere che dalle 9 la stazione di Roma Tiburtina è riaperta al servizio viaggiatori della FR1, la Orte-Roma-Fiumicino. Il provvedimento è stato preso in seguito all'agibilità data dai Vigili del Fuoco. I viaggiatori della FR1 potranno pertanto riutilizzare la Stazione Tiburtina come fermata. La frequenza di quel servizio è confermata in 2 treni a doppia composizione ogni ora e che è stato riaperta anche il relativo collegamento con la metropolitana.

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