Rifiuti, la politica trema. Disertato in massa il dibattito alla Sapienza
Organizzato dalla prima università di Roma, che lo aveva immaginato come un appuntamento che potesse mettere a confronto i rappresentanti delle istituzioni e i comitati, gli esperti scientifici e gli imprenditori, il convegno sul tema della gestione del ciclo della spazzatura, si è concluso senza sorprese. Polverini, Alemanno e Zingaretti non hanno risposto all'appello, lasciando deserta la scomoda tavola rotonda
di Enrica Murru
Erano stati invitati tutti al convegno organizzato dalla massima autorità culturale della città, l'università La Sapienza, per dibattere dello scottante tema dei rifiuti. Un evento organizzato ad ottobre, quando, come fa notare Bruno Landi, qui in qualità di rappresentante di Federlazio Ambiente, si temeva che nella data prevista per l'appuntamento, “Roma sarebbe stata sommersa dai rifiuti come Napoli”, eppure hanno disertato.

Renata Polverini, Gianni Alemanno, Nicola Zingaretti: questi i nomi dei grandi assenti a quello che si proponeva come un redde rationem sul tema delle discariche e dell'emergenza rifiuti dichiarata il 22 luglio. Nonostante quella che si è voluta definire come un'emergenza sia tutt'altro che finita, e la discarica di Malagrotta abbia incassato l'ennesima proroga alla chiusura che sposta l'asticella al 30 giugno 2012, la politica ha ancora una volta tremato di fronte alla possibilità di un confronto, che pure aveva dalla sua le qualità dell'ufficialità del dibattito e della rispettabilità degli interlocutori.
Non contenti di aver delegato la decisione sul post Malagrotta - che pure dovrebbe attenere ai loro ampi poteri - i rappresentanti politici di Comune, Regione e Provincia, si sono negati ancora una volta.
Eppure mai come in questi giorni il tema è diventato di stretta attualità, in vista di alcune importanti decisioni che verranno prese e annunciate a breve: il 17 gennaio con la pronuncia del Consiglio di Stato in merito al ricorso del Consorzio Colari, il 18 gennaio con la definitiva promulgazione del piano rifiuti della Regione Lazio, che qualcuno è già arrivato a definire “il Piano tumori di Renata Polverini”, il 25 gennaio, con l'attesa sentenza del Tar sulle future discariche a Riano e Corcolle.
Così il dibattito è diventato un puro esercizio retorico, in cui sono volati numeri e cifre sui costi del Piano rifiuti, sull'utilità o meno del conferimento in discarica, sull'opportunità della raccolta differenziata porta a porta. Non sono mancati momenti di scontro, quando qualcuno ha contestato Landi, che pure sul tema rifiuti è uno dei massimi esperti, che analizzava il problema dei costi che gli imprenditori ambientali laziali saranno chiamati a sostenere per rinnovare i sistemi di gestione dei rifiuti.
Ma in ogni caso l'appuntamento si conclude con un nulla di fatto, e ancora una volta rimane un'unica schiacciante certezza: Polverini, Alemanno e Zingaretti coi cittadini non parlano.


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































