Reja furibondo: “La squadra è mia e decido io”
Lunedì, 20 dicembre 2010 - 09:00:00
![]() Claudio Ranieri |
Contro ogni scaramanzia la diciassettesima giornata di campionato si trasforma in un trionfo per le romane. Sul prato dell’Olimpico, la Lazio ha beffato una caparbia Udinese per tre a due al termine di una partita tiratissima. A un minuto dalla fine, infatti, quando gli animi dei tifosi biancocelesti già iniziavano a metabolizzare un pareggio inutile se non dannoso per la classifica, è arrivata l’autorete del bianconero Zapata che ha regalato agli uomini di Reja l’insperata vittoria.
Lazio seconda in classifica (in buona compagnia della rivelazione Napoli) e Milan capolista nel mirino appena tre punti sopra. Ma non bastano il successo ritrovato contro l'Udinese e la conferma del secondo posto a regalare un sorriso al tecnico della Lazio, Edy Reja, e a far passare alla squadra biancoceleste un Natale sereno. Il cambio Zarate-Kozak (scelta fischiata da tutto l'Olimpico), il rifiuto iniziale dell'uruguaiano Gonzalez ad entrare nei secondi finali, le insofferenze, prima di Matuzalem, e ultimamente di Ledesma (che si era lamentato per aver giocato solo otto minuti con la Juve): il tecnico goriziano si ritrova a fare i conti con qualche muso lungo di troppo, e in conferenza stampa sbotta, “se no vi sto bene, parlate con Lotito e io me ne torno a casa”, e attacca tifosi, giocatori e giornalisti. “L'allenatore sono io, e le scelte le faccio io - ha spiegato con un pizzico di livore - Qui di fenomeni non ce ne sono, o si capisce (giocatori e tifosi) che si devono accettare i cambi e le scelte per il bene comune oppure se spuntano le insofferenze, si rischia di far crollare tutto. Così come è accaduto lo scorso anno prima del mio arrivo. Queste sono situazioni che vanno condannate, e la società deve intervenire. Qualche cambio bisogna farlo, anche perché di fenomeni non ce ne sono”. Poi dopo una parentesi sulla prestazione contro l'Udinese, “la sorte ci ha ridato quello che ci avevo tolto a Torino perché è vero che oggi si poteva anche perdere”, Reja riparte in quinta e se la prende anche con la stampa. “Voi alimentate le polemiche - ha aggiunto rivolgendosi ai giornalisti - . Quando faccio la formazione, non si fa altro che puntualizzare chi sta fuori. È stato fastidioso sentire uno stadio che ti fischia per contestare un cambio, non è accettabile. Non è una bocciatura per Zarate, faccio le mie scelte con responsabilità. Contestare i cambi è lecito, ma queste sono piazze difficili, che a volte creano disagio. È giusto apprezzare Zarate, ma mi serviva forza fisica e l'argentino non mi dava intensità. Se non vi sta bene, parlate con Lotito, e io me ne torno a casa mia, in Friuli. Siete abituati male, così non si costruisce niente. Ci sono già scontenti nella squadra, qualcuno che non vuole entrare, così non va”. Intanto però la Lazio può esultare per aver accorciato a soli tre punti dal Milan. “È una vittoria importante, soprattutto dopo il ko di Torino - ha concluso - Abbiamo fatto fin qui un campionato straordinario, al di là di ogni aspettativa. Forse ci manca un punto, ma va bene così”. Sulla sponda friulana l'umore non può essere dei migliori, soprattutto perché gli uomini di Guidolin hanno sciupato una quantità incredibile di occasioni da gol, una su tutte, un contropiede nel finale con Zapata. “Complimenti all'Udinese - ha confessato Guidolin - non meritavamo di perdere, anche il pari ci stava stretto. È un boccone amaro che andrà giù solo con il tempo. Abbiamo sbagliato troppe occasioni, alcune davvero clamorose, e non è la prima volta. L'Udinese deve diventare più matura e cinica, perché il gioco che esprime è importante”.
Domenica di meritato riposo, invece, per i trionfatori giallorossi di San Siro. L’ultimo appuntamento calcistico del 2010 ha visto Vucinic a casa e Totti in panchina. “Abbiamo risentito i nostri tifosi in trasferta e subito sono arrivati i tre punti. La squadra si sente molto meglio con i suoi sostenitori, ed io sono contento per loro, abbiamo regalato una gioia ed ora i nostri tifosi passeranno un bel Natale». L'allenatore della Roma Claudio Ranieri, intervistato nel dopo-partita, dedica il successo della sua squadra a Milano, contro i rossoneri, a quei supporter che, nonostante il freddo e le difficoltà di spostamento sono “calati” su San Siro, visto che per questa partita non c'erano limitazioni di sorta. Poi un complimento al reparto difensore. “Bene i quattro dietro - dice Ranieri - ma bisogna elogiare anche Doni, che nel primo tempo ha salvato il risultato con quella parata a tu per tu con Ibrahimovic”. “Ho vista una squadra molto compatta - continua -. Abbiamo saputo soffrire nei momenti difficili e poi venire fuori alla distanza. Creare di più con questo Milan così arrembante, e che merita il primato, non era facile”. Il tecnico romanista è soddisfatto anche di Adriano, schierato a sorpresa. “Sono molto contento per Adriano - dice Ranieri - e sono sicuro che nel nuovo anno ci darà ancor più soddisfazioni. Le mie scelte? Sono pagato per farle, ed assumermi le mie responsabilità. Ma se Doni non avesse fatto quella splendida parata su Ibra staremmo a parlare di un'altra cosa”. Ora la Roma è a -7 dal Milan, quindi questa vittoria significa tanto? «Sicuramente una vittoria contro la prima della classe vuol dire molto - risponde -: se avessimo perso il contraccolpo psicologico sarebbe stato notevole, aver vinto ci mantiene vivi, anche se consapevoli delle nostre difficoltà. Se sento mia la vittoria? Questo è un gruppo serio che s'incavola quando le cose no vanno come devono andare, il gruppo è compatto. Io stasera devo elogiare i ragazzi. Mi è piaciuto quel nostro saper aspettare - continua l'allenatore della Roma -, senza mai indietreggiare e ribattendo azione su azione. Le mie soddisfazioni sono vedere i miei vincere ed il pubblico contento”. Appuntamento per tutti al sei gennaio con Roma-Catania e Genoa-Lazio.



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