"Questa pubblicità offende donne e religione". Alemanno: via da Roma i manifesti osè
Lady Alemanno fa di più: una denuncia all'Autodisciplina FORUM/ Sei d'accordo con il provvedimento del sindaco Alemanno?
di Fabio Carosi
Via Maddalena la escort. E con lei Maria la ragazza illibata. E forse sotto la scure della censura spariranno dai bus dell'Atac e dai manifesti di alcuni palazzi Maria, la lesbica che non ama i motori, Monica che fa politica ma non va a letto con nessuno e le altre. Insomma, la campagna pubblicitaria di una casa napoletana di moda, lascia anche Roma.
Espulsa con rimozione forzata “perché – secondo Alemanno – le pubblicità sono obiettivamente percepite come lesivi della dignità della donna e realizzati, tra l’altro, anche con palese accostamento a significati afferenti la sfera della sensibilità religiosa della comunità”.
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Secondo il Comune di Roma, le 'ragazze producono un effetto di intollerabile affermazione di pregiudizi culturali e di stereotipi sociali fondati sulla discriminazione di genere e sul credo religioso'.
LE REAZIONI:
GIOVANARDI (PDL): "LA RIMOZIONE E' UNA BUONA NOTIZIA" - "Alemanno ha fatto bene a rimuovere i manifesti della casa di moda partenopea, poiché offendono sia le donne sia il sentimento religioso che è sacro per milioni di italiani", lo ha affermato intervenendo a KlausCondicio il Sottosegretario del Consiglio dei Ministri Carlo Giovanardi. Giovanardi ha poi sottolineato: "Sono stato il primo a stigmatizzare i manifesti per la loro volgarità. L’azienda paragona il comune di Roma a quello di Teheran, ma faccio presente che simili slogan a New York o a Londra non sarebbero mai usciti perché in quei paesi è vietata tassativamente ogni forma pubblicitaria e di espressione che sia offensiva della sensibilità religiosa di maggioranze o di minoranze. Non c’è città degli Stati Uniti dove appaiono cartelloni così offensivi". E ha concluso col dire: "Questa quindi è una buona notizia. La decisione della giunta romana è in linea con la deliberazione n. 25 dell'8 marzo 2010, tramite la quale l'Assemblea Capitolina ha approvato la moratoria cittadina delle pubblicità lesive della dignità della donna".
RODANO (IDV): "RIMOZIONE ATTO DOVUTO" - "Rimuovere per ordinanza dei manifesti che veicolano un messaggio offensivo per le donne è semplicemente un atto dovuto. Il minimo che il Sindaco potesse fare, dopo che persino il trasporto pubblico aveva venduto spazi ad una campagna vergognosa, diseducativa, quanto mai inopportuna". Lo dichiara in una nota il consigliere regionale Giulia Rodano, coordinatrice donne Idv Lazio. "Mi auguro che ci sia anche una sanzione da parte dell'Autorità Garante per le Comunicazioni - continua Rodano - poichá si tratta di una pubblicità che, purtroppo, rivela un clima diffuso in una parte del nostro Paese. Per rendere accettabile la condotta del Presidente del Consiglio le forze politiche di Governo si mostrano infatti disponibili a sdoganare ogni sorta di oscenità sulle donne. Per fortuna la mobilitazione permanente dei comitati 'Se non ora quando' e delle donne di centrosinistra mostra che la società italiana possiede gli anticorpi per difendersi dallo scempio civile e morale di questo centrodestra".
SGARBI: "LA CENSURA AVRA' UN EFFETTO PROMOZIONALE" - "Procurerà ad Alemanno il consenso di chi ama i luoghi comuni", lo ha detto il critico d'arte e sindaco di Salemi Vittorio Sgarbi commentando la vicenda della campagna promozionale. Che ha inoltre aggiunto: “Trovo quella di Alemanno una preoccupazione del tutto inutile. Anzi, ritengo curiosa la decisione del Sindaco che in questo modo ha scelto la strada migliore per contribuire al successo della campagna, alimentando la polemica. Forse la campagna non sarà difendibile, ma questo è del tutto irrilevante. Credo piuttosto che si tratti di messaggi semplicemente allusivi e che le persone intelligenti non se ne sentano minimamente né toccate, né offese”.
TEDESCHI (IDV): "L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE HA DATO AUTORIZZAZIONI SENZA CONTROLLARE" - Secondo il consigliere regionale dell'Italia dei Valori Anna Maria Tedeschi "La rimozione della pubblicità di dubbia ironia sulle donne è un tardivo atto di una amministrazione comunale che evidentemente autorizza quello che finisce sui muri e sugli autobus della città senza nemmeno controllare". E dà una stoccata finale affermando: "Probabilmente coloro che l'hanno autorizzata l'hanno ritenuta un omaggio alle abitudini e alle frequentazioni del presidente del Consiglio. E' inaccettabile".



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