Proteste per il restyling di Piazza San Silvestro
di Tomas Puddu
Eliminare le affollate pensiline e debellare le persistenti file di autobus. E ancora, comode panchine, eleganti lampioni, nuova pavimentazione e praticissimi impianti per il “bike sharing”: ecco le idee-progetto del Comune di Roma da 2 milioni e mezzo di euro per la riqualificazione di piazza San Silvestro. Tutto lecito sulla carta, eppure il blocco cittadino del cantiere e il parere di alcuni esperti lascia trapelare qualche dubbio sulla bontà dell'iniziativa.
La domanda di molti abbraccia i continui problemi della città e ci si domanda se la cosa più urgente, a fronte di una tale spesa, sia proprio il “restyling” della piazza. Risposta che si declina con la recente cronaca romana e racconta la pacifica protesta della gente scesa pacificamente in strada per ribellarsi nei confronti di un progetto che non sente proprio; quello che ne rimane è una riqualificazione grossolana, superflua e un cantiere bloccato.
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“Per quanto mi riguarda non posso che unirmi al coro degli indignati – accusa l'architetto Ettrore Maria Mazzola. Dopo la violenza all'Ara Pacis, e lo stupro dell’Unione Militare, questo intervento rappresenta il progredire delle metastasi, di un tumore che, originatosi con il Museo dell'Ara Pacis, si sta estendendo fino a Piazza San Silvestro. A mio avviso – prosegue – la piazza meriterebbe una fontana, una pavimentazione non astrusa come quella del progetto in corso, ma legata alla geometria e alle gerarchie degli edifici che la circondano; dei lampioni degni di portare luce e delle panchine con schienale. Non come quelle orribili panchine-bara del progetto, senza schienale e messe alla rinfusa”.
Nel corso della protesta contro i lavori, dalla Facoltà di Architettura, è arrivato il suggerimento di coinvolgere personaggi di spicco come Foster, Pei, Piano e Aulenti: personalità che secondo alcuni potrebbero dare soluzioni più consone al progetto-piazza. “Da parte mia – commenta l'architetto Mazzola - se penso a ciò che Gae Aulenti ha fatto al Foro Carolino di Napoli, mi viene la pelle d'oca! Più che suggerire delle archistars, che mirano solo a mettere la loro firma sul territorio, è necessario coinvolgere tutti coloro i quali vogliano mostrare ciò che vorrebbero venisse realizzato in Piazza San Silvestro; vorrei che ad esprimersi non sia una "commissione di esperti" (visto che si sono formati, o meglio che sono stati lobotomizzati, nelle facoltà di architettura e ingegneria italiane votate al modernismo), ma che debbano essere i cittadini ad esprimere le loro preferenze, mediante un processo partecipativo reale e non fasullo. Ricordo che il Codice Civile italiano tutela tutti coloro i quali rivendicano il possesso di un luogo che utilizzano, frequentano o guardano, e che come tali devono essere tenuti in considerazione prima di apportare delle modifiche”.



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