Blocco tir, il prefetto di Roma vieta assembramenti e circolazione fuori servizio
La protesta della categoria continua a creare disagi per il traffico e l'approvvigionamento di beni primari. Dalla prefettura arriva un'ordinanza che vieta la circolazione nella Capitale per gli automezzi fuori servizio e i raduni di mezzi pesanti in prossimità dei caselli autostradali e lungo il Grande raccordo anulare. “Rischiano di creare impedimenti alla circolazione stradale di compromettere la sicurezza”
Blocco dei tir, lunghe code, disagi per il traffico e l'approvvigionamento. Il quadro è questo. E Roma si difende con un categorico stop ai blocchi dei caselli. La parola passa ora alla Prefettura, da cui arriva un'ordinanza che dispone il divieto di circolazione a Roma degli automezzi fuori servizio adibiti al trasporto merci che non siano destinati alla distribuzione di prodotti nella Capitale o nella provincia di Roma e quello di creare assembramenti in prossimità dei caselli autostradali.
Fino a venerdì tir e automezzi non potranno quindi circolare lungo tutte le strade di accesso alla Capitale, lungo il raccordo anulare e nell'ambito dello stesso comune di Roma, a meno che non siano in regolare servizio verso Roma. Nella stessa ordinanza il prefetto Giuseppe Pecoraro vieta raduni e assembramenti di automezzi non autorizzati, in prossimità dei caselli autostradali in entrata a Roma, lungo il Gra e nelle strade del territorio comunale.
Il prefetto di Roma Giovanni PecoraroSecondo il prefetto i blocchi “rischiano di creare impedimenti alla circolazione stradale e di comprometterne la sicurezza, nonché di diterminare un'interruzione di servizio pubblico qualora venga impedito il regolare transito dei tir destinati all'approvvigionamento dei beni di prima necessità e dei prodotti energetici indispensabili”.
Il provvedimento scaturisce dall'incubo dei blocchi stradali che dalla mezzanotte di domenica gli autotrasportatori stanno attuando in tutte le principali arterie della regione, tra cui la Pontina e la Casilina. Anche nella Capitale infatti cominciano ad manifestarsi le conseguenze della protesta della categoria, che sta compromettendo il regolare e quotidiano rifornimento di beni primari, tanto per i cittadini quando per le attività produttive. L'inosservanza dell'ordinanza prefettizia comporterà per i trasgressori una sanzione amministrativa di 200 euro, con tanto di ritiro della patente e della carta di circolazione e il fermo amministrativo del mezzo.


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