Popolarità, Zingaretti piace più di Alemanno

Sabato, 18 dicembre 2010 - 10:30:00

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Reati in calo nel Lazio, ma a Roma aumentano quelli sessuali.  Oltre un terzo delle famiglie laziali (il 37%) nell'area di rischio povertà, Zingaretti più popolare di Alemanno, il Lazio quinto in Italia per attrattività turistica ma fanalino di coda per rifiuti e raccolta differenziata. E' un'immagine del Lazio a tutto tondo quello che emerge dal rapporto Eures-Upi Lazio, presentato a Roma.

REATI IN CALO MA A ROMA AUMENTANO QUELLI SESSUALI - Il numero dei reati denunciati nel Lazio nel 2009 (271.554) rappresenta il valore più basso dell'ultimo decennio (con la sola eccezione del 2004), risultando in flessione del 6,3% sul 2008 (-3% in Italia) e del 19,1% sul 2007 (-10,3% in Italia). A livello provinciale la contrazione più elevata dei reati si registra a Viterbo (con 10.526 denunce, pari a -8,7% sul 2008), seguita da Roma (220.764, pari a -6,7%), Latina (21.765, pari a -5,6%) e Frosinone (13.549, pari a -2%). Soltanto Rieti presenta un aumento del numero dei reati nell'ultimo anno (con 4.762 denunce, pari a +6%). E' quanto emerge dal rapporto Eures-Upi Lazio, presentato oggi a Roma. In particolare i furti, che rappresentano la fattispecie di reato più diffusa (oltre il 50% dei reati denunciati), registrano nel Lazio nel 2009 una flessione dell'8,8% rispetto al 2008 e del 30,7% rispetto al 2007 (-5,3% e -19,5% a livello nazionale). Anche le rapine segnano nel 2009 nel Lazio un forte decremento, pari a -24,5% sul 2008 ed a -36,2% rispetto al 2007 (-21,9% e -30% in Italia), passando da 5.672 del 2007 a 4.796 nel 2008 a 3.620 nell'ultimo anno. D'altro canto, invece, i crimini violenti subiscono un calo molto lieve, mentre a Roma crescono le violenze sessuali. Con 48 omicidi volontari, il 2009 migliora il risultato registrato per il Lazio nel 2008 (50 omicidi), con una flessione pari al 4% (-4,1% in Italia). Una leggera flessione si registra anche per le denunce di violenze sessuali (-1,4% sul 2008, pari a 421), che risulta in controtendenza rispetto all'incremento dell'1,4% nazionale (4.963). Roma e Rieti, però, presentano un leggero incremento dei casi (da 325 a 332 a Roma e da 8 a 10 a Rieti). A delinquere, nel 63% dei casi i cui autori siano noti, sono gli italiani, a fronte del 37% di stranieri risultano di nazionalità italiana, a fronte del 37% di origini straniera (in flessione rispetto al 41% nel 2008). A questi dati corrisponde una maggiore percezione di sicurezza tra i cittadini. Da un'indagine campionaria inserita nel Rapporto risulta infatti che il 76,9% dei cittadini del Lazio afferma di sentirsi sicuro nel proprio comune/territorio, con una crescita di 18 punti percentuali rispetto ai 58,7% del 2009. A fronte dell'accresciuta percezione di sicurezza, però, soltanto il 9,3% del campione ritiene che i reati siano diminuiti, mentre il 66,6% ne indica una sostanziale stabilitÖ e addirittura il 24,2% ne segnala un aumento.

NEL LAZIO A RISCHIO POVERTÀ UNA FAMIGLIA SU TRE - Oltre un terzo delle famiglie laziali (il 37%) si colloca nell'area di rischio povertà. Il 55,2% dichiara invece di disporre di un reddito "vicino o leggermente superiore" a quello minimo necessario. I poveri si trovano principalmente nei piccoli e medi Comuni (49,1% e 47%), mentre le categorie più a rischio sono quella degli anziani (41,7%), dei nuclei monogenitoriali (47,2%) e delle persone sole (45%). E' quanto risulta dall'indagine realizzata da Eures e Upi Lazio e allegata al Rapporto 2010 sulle Province del Lazio. Secondo le famiglie del Lazio sono necessari almeno 2.647 euro al mese per condurre una vita dignitosa. Tra i 2.032 cittadini intervistati in tutte le province tra settembre e ottobre 2010, gli abitanti del Comune di Roma innalzano questa soglia fino a 2.908 euro, mentre nei piccoli Comuni si scende a 2.000. Il Rapporto registra un forte calo dei redditi, che si accompagna a sempre maggiori squilibri: si riducono infatti le famiglie appartenenti al cosiddetto ceto medio (dal 36,6% al 34,4%) e aumentano sia quelle in forte difficoltà (dal 3,5% al 5,3% gli individui con al massimo 5 mila euro) sia di quelle con una situazione economica più favorevole (dal 20,7% al 24,3% le dichiarazioni superiori a 33,5 mila euro). Una delle conseguenze di questo stato di cose risulta essere l'incremento dei consumi che si concentrano sui beni primari, saliti da 1.029 a 1.544 euro (pari a +50% a fronte del +27% in Italia), una variazione ampiamente superiore a quella dei redditi che testimonia l'aumento del costo della vita e che ha determinato una minore disponibilitÖ di risorse da destinare ad altre tipologie di consumi. La quota di consumi primari su quelli complessivi ß passata in questi dieci anni dal 49,6% al 59,6%. Parallelamente cresce il ricorso all'indebitamento: a livello provinciale si rileva un incremento dei prestiti concessi alle famiglie superiore a quello medio nazionale (+4,8%), risultando più alto a Frosinone (+8,1%), seguito da Viterbo (+7,6%), Latina (+7,2%), Rieti (+6,7%) e Roma (+6,5%). La minore ricchezza delle famiglie causa anche l'aumento delle situazioni di insolvenza, con un tasso salito tra il 2008 e il 2009 nel Lazio dal 2,3% al 3,2%. Ad attenuare gli effetti della recessione, la vocazione terziaria e la struttura del sistema produttivo laziale, che hanno determinato una contrazione del Pil inferiore alla media nazionale a Rieti (-0,2%), Frosinone (-2,4%), Roma (-2,5%) e Viterbo (-4%) e superiore ad essa a Latina (-6%).

INTERNET: LAZIO 1° PER USO TECNOLOGIA, ROMA CAPITALE INNOVAZIONE - Le famiglie del Lazio risultano anche nel 2009 tra le più tecnologiche d'Italia: il 94% dispone, infatti, di un telefono cellulare (il 90,7% in Italia). Il 51,5% dispone di un accesso a internet (47,3% in Italia), preceduto soltanto dalle famiglie delle Marche, ma ß record per la banda larga, cui ß connesso il 39,9% delle famiglie del Lazio (34,5% in Italia), seguite da quelle marchigiane (38,5%) e lombarde (38,4%). Lo rileva il Rapporto Eures-Upi Lazio sullo stato delle province del Lazio nel 2010. Anche le imprese si distinguono positivamente, con il primato di addetti che utilizzano almeno una volta a settimana il Pc (54% rispetto al 43,6% nazionale), ma in ritardo nella presenza in rete: soltanto il 55,4% delle imprese del Lazio possiede infatti un sito web (10° valore in Italia) rispetto al 59,2% nazionale. Nel Lazio gli investimenti in ricerca e sviluppo, comunque ampiamente superiori alla media nazionale, crescono di meno rispetto alla media italiana. Nell'ultimo anno la contenuta dinamica rilevata nel Lazio ß attribuibile principalmente al settore pubblico (-5,8%), registrandosi invece una forte crescita per quello privato (+15,6%; +17% per le imprese e -3,7% per il non profit). Roma si conferma Capitale dell'innovazione, con 7.680 domande di brevetto (pari al 92,8% del totale regionale) presentate nell'ultimo decennio. Nel Lazio, inoltre, crescono tra il 2007 e il 2009 i laureati in discipline tecnico-scientifiche (+14,1%, rispetto al +6,4% della media nazionale).

Zingaretti
ENTI LOCALI, ZINGARETTI PIÙ POPOLARE DI ALEMANNO - Tra i soli elettori della Capitale l'apprezzamento per l'operato del presidente della provincia di Roma Nicola Zingaretti (con il 42,2% dei consensi) supererebbe quello per il sindaco di Roma Gianni Alemanno (37,2%). E' il risultato dell'indagine campionaria contenuta nel Rapporto Eures-Upi Lazio 2010. Le valutazioni positive sull'operato del presidente della Provincia scendono invece al 37,8% nei comuni di 50-250 mila abitanti, al 24,5% in quelli di 15-50 mila e al 30% nei piccoli comuni con meno di 15 mila abitanti. Se il dato può assumere rilevanza in vista della sfida per Roma Capitale nel 2013, dall'indagine risulta però che soltanto un cittadino su 2 (50,4%) afferma di essere a conoscenza di tale progetto di riforma costituzionale, mentre una quota di analoghe dimensioni (49,6%) non ne ha mai sentito parlare. Il 32,1% degli intervistati "informati" ritiene che il territorio della Città metropolitana di Roma Capitale dovrebbe corrispondere all'intera provincia di Roma; il 31,7% che debba coincidere con quelli del solo comune di Roma e il 24,8% con il comune di Roma e i comuni limitrofi. Il restante l'11,4% non sa esprimere un'opinione in merito.  

LAZIO 5° IN ITALIA PER ATTRATTIVITÀ TURISTICA - Il Lazio, con 13 milioni di arrivi nel 2009 e 33,8 milioni di presenze (11,8 e 29,1 nella sola provincia di Roma) si colloca al quinto posto della graduatoria nazionale dell'attrattivitÖ turistica, dopo il Veneto (60,6 milioni di presenze), il Trentino Alto Adige (42,6), la Toscana (41,3) e l'Emilia Romagna (38,4 milioni). Lo rileva il Rapporto Eures-Upi Lazio presentato oggi a Roma. Secondo il Rapporto, il turismo si conferma asse portante dell'economia regionale, con il 7,8% delle imprese attive che operano nel settore. Anche nel 2009 prosegue comunque la flessione del turismo (-1,1% gli arrivi e -1,6% le presenze). Soltanto le province di Rieti e Viterbo presentano nel 2009 un bilancio positivo sia per gli arrivi (rispettivamente +15,8% e +11,4%) sia per le presenze (+25,5% e +38,6%). La flessione più rilevante si registra invece a Frosinone (-1,9% gli arrivi e -7,4% le presenze) e a Latina (-2% e -4,6%). Anche la provincia Capitolina registra nel 2009 una contrazione dei flussi turistici (-1,3% gli arrivi e -1,9% le presenze), più contenuta nella Capitale (-1,1% per gli arrivi e -1,7% per le presenze) Il primo semestre 2010 mostra però una ripresa del settore turistico a Roma (dati Ebtl), che registra un aumento degli arrivi (+8,4%) e delle presenze (+7,4%), soprattutto nelle strutture alberghiere (+7,6% gli arrivi e +7,1% le presenze, a fronte di +5,2% e di +2,7% in quelle complementari) e tra i turisti stranieri: +8,4% gli arrivi e +7,5% le presenze (a fronte di +5,7% e +4,2% tra gli italiani).

LAZIO FANALINO CODA RINNOVABILI E DIFFERENZIATA - La regione Lazio fanalino di coda in Italia sul fronte delle energie rinnovabili e della raccolta differenziata. Nel 2009, infatti, il Lazio ha registrato il terzo valore più basso nella produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili sul consumo totale, con appena il 5,8% (il dato nazionale ß del 20,3%). E' quanto emerge dal Rapporto Eures-Upi Lazio, presentato oggi a Roma. Anche la raccolta differenziata (430.599 tonnellate nel 2008), sebbene in aumento del 6,2% rispetto al 2007, risulta ancora ferma al 12,9% del
totale dei rifiuti prodotti (a fronte del 30,6% in Italia, e lontana dagli obiettivi istituzionali del 40% per il 2007). È la provincia di Latina a registrare la percentuale più alta di raccolta differenziata sul totale dei rifiuti prodotti (14,5%, in aumento del 22,8% rispetto al 2007), seguita da Roma (13,7% e +3,5%), Viterbo (10,6% e +13%), Rieti (5,5% e +3,5%) e Frosinone (5% e +19,6% rispetto al 2007).

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