Piccoli azionisti sfrattati
di Franco Di Grazia
I nominati dal Sindaco ai vertici del gruppo Acea Spa, l’azienda dei servizi locali (acqua+luce+depurazione e ambiente) più importante di Roma Capitale, assomigliano sempre più a dei “sacerdoti laici” intoccabili e avulsi dai doveri di trasparenza e di amministrazione/gestione efficiente, produttiva e socialmente sostenibile. Stizziti per il ruolo (tutelato dalla normativa vigente) che l’Associazione dei piccoli Azionisti svolge, mostrano i muscoli e agognano di farla sparire, anche “sequestrandone” la stanza che da anni “è stata messa a disposizione dall’azienda nella sua sede centrale”. Un traguardo consolidato in oltre un decennio d’attività, svolta gratuitamente e con mezzi propri. Gli inviti dei Sindacati, quello del presidente del Co.N.APA Bruno Tabacci “ad intervenire perché ai piccoli azionisti dipendenti sia restituita la piena possibilità di disporre della sede in azienda” e le manifestazioni di solidarietà dei colleghi che ci sono arrivate, ci tanno confortando e ci danno la forza di continuare.
La prepotenza sfigura i sostenitori della share economy, della public company e della partecipazione dei piccoli investitori, dei lavoratori-azionisti ai destini delle imprese. Chi, leggendo i libri che formalmente “i sacerdoti” esibiscono ogni anno, ne mostra le ombre, le parti grigie e ne indica le incongruenze ed i pericoli, non è accettabile che sia colpito, perché sapere interessa ai clienti/utenti, al personale dipendente e agli investitori/consumatori. Legittimo è chiederne conto ai “sacerdoti laici”.
Cari politici che nominate i “vertici societari” è giunta l’ora d’intervenire, altrimenti si travalicano i confini della decenza, colpendo - nello specifico- l’APA: prima ostacolandone la “partecipazione” ai soci e poi - snobbandone l’attività pluriennale svolta - ed arrogandosi il potere di distruggere chicchessia. Non c’è bisogno di “padroni fuori controllo” che vanifichino gli sforzi delle persone per bene che puntano a rilanciare l’azienda dei servizi pubblici indispensabili della Capitale.
Così si uccidono i propositi condivisibili e positivi e si mortificano i postulati di libertà, democrazia e compartecipazione, necessari sempre, ma particolarmente adesso nel bel mezzo di una crisi epocale che erode i risparmi delle famiglie e falcidia i posti di lavoro. Non c’è bisogno di “sacerdoti laici” che distruggono le basi della solidarietà ed usano gesti intimidatori, per avere mano libera ?!. L’attacco portato ai piccoli azionisti del gruppo Acea SpA ché denunciano gli sprechi, le diseconomie e gli errori nella gestione dei servizi pubblici, mettendoci la faccia, a buon diritto è destinato a fallire.
Franco Di Grazia
* Vicepresidente del CO.N.APA
e presidente dell’APA-ACEA



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