Persino Rodolfo Gigli esprime perplessità sui vitalizi
E’ il provvedimento sui vitalizi il terreno di scontro nell’aula del Consiglio regionale. Qualche malumore sulla manovra approvata in Consiglio regionale si è fatto sentire anche nelle fila della maggioranza. Rodolfo Gigli, consigliere Udc, contesta in particolare alcune parti del sub-emendamento che lasciano aperta la possibilità di ottenere il vitalizio anche a quei consiglieri regionali che in passato hanno ricoperto la carica per un periodo limitato senza averne diritto. “Infine il punto che lascia la possibilità per ciascuno di rinunciare al vitalizio – secondo Gigli – pecca di un difetto di stile”.
Da sinistra invece è un fuoco di fila di accuse. Angelo Bonelli, capogruppo dei Verdi, ha evocato un parallelismo tra Giunta regionale e Governo nazionale: “Se guardiamo al Parlamento, i ministri esterni non hanno diritto al vitalizio mentre voi avete deciso di introdurre i vitalizio per gli assessori, con un aggravio notevole per la spesa pubblica corrente della Regione”.
Secondo Ivano Peduzzi, capogruppo della Federazione della sinistra, “l’indignazione dei cittadini farà giustizia di questo atto”, mentre Claudio Mancini, Pd, attacca l’assessore al bilancio Stefano Cetica: “Noi non saremo mai colleghi in questa legislatura. I consiglieri parlano in quest’aula perché hanno un mandato popolare. C’è una differenza sostanziale che non è superabile”.
Per Vincenzo Maruccio, Idv, si tratta di una “norma ad personam”, che riguarda 14 consiglieri in carica e quelli che eventualmente vorrà nominare la Polverini nel corso della legislatura. “Questa maggioranza – ha aggiunto nelle dichiarazioni di voto – di fatto porta a casa un solo articolo, il 10, quello dei vitalizi, dimenticando tutto ciò che accade fuori”.
Luigi Nieri, Sel, aggiunge che “un provvedimento di questa natura getta fango su tutto il Consiglio” “Questa manovra – spiega – sarà ricordata per il vitalizio agli assessori. Avete scelto la strada più sbagliata”. Gli fanno eco Giuseppe Rossodivita, della Lista Bonino-Pannella, secondo il quale quella della maggioranza sui vitalizi è una “posizione indifendibile”, e Luciano Romanzi, del Psi, che in aula, auspicando un maggior impegno sul precariato della pubblica amministrazione, ha manifestato la propria preoccupazione per l’immagine dell’istituzione.
Dura anche la dichiarazione di voto del capogruppo del Pd Esterino Montino, che annuncia battaglia: “Credo che sia la prima volta che non ci sia stato uno, dico un solo emendamento dell’opposizione accolto. Mi rifiuto di pensare che le opposizioni siano così capre che abbiano presentato 350 stupidaggini. Mi sembra un atteggiamento arrogante. Noi abbiamo fatto un atto di responsabilità nel presentare una contromanovra asciutta, per non prolungare questa discussione, visto il momento. La risposta è stata questa: approvare zero emendamenti. Ne prendiamo atto – ha concluso Montino – cambieremo profondamente registro: la discussione sarà più dura e serrata”.


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