Pdl, è tutti contro tutti. A settembre la resa dei conti
di Fabio Carosi 
Partiti per Mirabello con la speranza di una svolta, sono tornati a Roma con in mano nulla. Niente da fare, la resa dei conti nel Pdl romano e laziale è rinviata a settembre, a dopo le vacanze, quando si saranno calmate le acque agitate nelle quali si naviga senza un comandate. Il segnale che si aspettava dal sindaco per una ricomposizione del centrodestra non è arrivato. Anzi. Alemanno ha continuato la sua battaglia personale contro la Lega e ha ribadito il suo No ad un Governo che vara la manovra senza dare peso agli Enti Locali. Dunque è dentro il centrodestra ma ogni occasione è buona per capire che sta quasi fuori.
D'altronde il panorama regionale è una marmellata: il sindaco va da solo; i rampelliani -meloniani vanno da soli e contro il sindaco; il gruppo di Andrea Augello medita vendetta per lo strappo di Renata Polverini contro l'assessore Malcotti; Alfredo Pallone è in rotta di collisione con Gianni Sammarco. E, se non bastasse, a complicare il mosaico anche il presidente della Provincia di Frosinone, Antonello Iannarili che viaggia ormai surfando sulla secessione pur di non avere a che fare con la Polverini. Chi sta a guardare è il gruppo di Maurizio Gasparri, capeggiato da Francesco Aracri, che spera in un messia che rimetta a posto le tessere del mosaico.
Eppure l'esercito romano è andato a Mirabello con le idee chiare. A stabilire la linea è stata martedì scorso la Direzione Provinciale nel corso della quale la parola d'ordine è stata quella del neo segretario Angelino Alfano: partito “pulito” e un passo indietro a chi alle amministrative si è presentato con liste Coca Cola. E il pensiero è andato A Tommaso Luzi e a Domenico Gramazio. I due leader di Sacrofano&dintorni sono stati accusati di aver messo in moto il caos con gli accordi a sinistra a Subiaco, Riano e Rignano Flaminio. E giù insulti a Luzi, reo di occupare abusivamente una stanza alla Regione Lazio con tanto di segretaria e di puntare alla presidenza dell'Astral, forte appunto dell'appoggio di Gramazio che avrebbe chiesto l'aiuto di Alemanno, grazie alla politica buonista del figlio Luca, capogruppo in Consiglio Comunale. Vero? Falso? Alla fine contano i numeri e con 28 voti su 30 la Direzione Provinciale ha approvato con un documento le linee guida di Alfano, aprendo una stagione di regole e congressi. Ma tra il dire e il fare c'è di mezzo il mare che non è solo rappresentato da spiagge, creme protettive e dibattiti. A conti fatti prima di febbraio del 2012 nel Lazio si farà poco o nulla. A meno che non succeda qualcosa di irreparabile al Governo e allora sarà bagarre totale e corsa contro il tempo.
Intanto è trapelata la “vera verità” sulle vacanze forzate di Luca Malcotti. L'assessore ai Lavori Pubblici sarebbe colpevole di lesa maestà contro la presidente per aver tentato di salvare una serie di fondi relativi al 2008 per opere di ristrutturazione bloccate o non ultimate mentre il suo Cetica&Polverini tentata il congelamento dei fondi 2009-2010 per rimediare un po' di soldi. In realtà la scelta di Malcotti era a tutela di opere già iniziate e ferme per veti delle sovrintendenze o per lungaggini burocratiche e non per responsabilità dei destinatari, tra cui alcuni parroci di mini comuni. La lesa maestà è scattata nel momento in cui l'assessore ha scritto il provvedimento senza avvisare la governatrice. D'altronde in via Rosa Raimondi Garibaldi comanda e decide solo Renata. Non è casuale che a più di un anno dall'insediamento le deleghe le tiene tutte per sé. La Regione è di fatto una monarchia assoluta. E guai a contraddire la regina. Ne sa qualcosa Malcotti che ha chiesto ad Andrea Augello di riflettere.



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