Partirà dall'Eur la paralisi di Roma
di Fabio Carosi
Il primo a profetizzare la paralisi del traffico romano fu l'architetto Kenzo Tange al quale Roma si rivolse nel 1961 per la redazione del piano direttorio dello Sdo, il sistema che avrebbe dovuto collegare l'Eur con Centocelle e Pietralata e salvare il centro storico dall'asfissia da automobili. A quasi cinquant'anni di distanza, con una motorizzazione da record e milioni di metri cubi di cemento che hanno cancellato l'Agro Romano, un tecnico torna a profettizzare il grande ingorgo. Stavolta con una differenza: “Partirà dall'Eur – spiega l'ingegner Giorgio Biuso – e si estenderà a macchia d'olio sino a paralizzare tutta la città”.
Biuso, dall'alto dei suoi 83 anni di esperienza della città (è stato direttore dei Servizi Architettura e Urbanistica dell'allora Ente Eur) ha studiato nei minimi particolari gli effetti di due fenomeni di crescita della città: il piano regolatore della Giunta Rutelli il seguito che è stato dato da Veltroni e la serie record di insediamenti che “pesano” sul quadrante sud della città. La conclusione è semplice: “Se non si applica un correttivo urbanistico e si realizzano nuove infrastrutture, Roma Sud è destinata al collasso della mobilità. Alla paralisi”. Biuso, articola la profezia con un calcolo al quale hanno partecipato urbanisti ed esperti universitari come Vieri Quilici, Piccinato, Cerasoli della Terza Università e Monardo de La Sapienza: “Ho fatto i conti – dice – e continuando di questo passo tra quattro anni si verificherà quel giorno di ottobre profetizzato come il giorno della paralisi”.
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Biuso ama parlare chiaro. Ecco allora gli insediamenti che provocheranno il blocco: “La Nuvola di Fuksas con i suoi congressisti che dovranno entrare ed uscire in un'ora, la nuova destinazione dei grattacieli ex Finanze, l'acquario virtuale con i suoi posteggi ridicoli, e poi il Velodromo. E se qualcuno riuscirà anche a trasformare la via Pontina in un'autostrada, allora sarà l'inferno. E questo – aggiunge l'ingegnere – perché il peso dei pendolari sul quartiere dell'Eur è insopportabile: Latina, Aprilia, Pomezia, Ostia, Acilia e persino Fiumicino aeroporto: tutto porta all'Eur che è l'unico quartiere della città dove accanto all'urbanizzazione che non è costata nulla allo Stato e ai romani, ci si è dotati di una serie di infrastrutture viarie che però non possono sopportare altro. Io – conclude Biuso – non riesco a capire questa giunta e le intenzioni che ha e soprattutto la pazienza dei romani che passano ore imbottigliati nelle auto”.
Per Biuso la crisi della mobilità romana non ha un colore politico. Nell'imbuto naturale che si è creato la città si è infilata con le scelte urbanistiche degli ultimi 40 anni per sostenere l'unica vera impresa della città: quella delle costruzioni. Qualcuno magari “come Rutelli” ci ha messo di suo prevedendo un'espansione di 60 milioni di metri cubi intorno al Gra, “una strada dice – che era già satura prima che si realizzasse la terza corsia”. E allora i correttivi. Stavolta però vengono dal basso, perché l'ex dirigente dell'Eur è diventato il consulente di una serie di comitati cittadini che si battono per il diritto alla mobilità. Il coagulo associativo è venuto dall'ipotesi del Gran Premio sul quale però si è trovata una sorta di pax concordata: “Flammini (presidente Federlazio e animatore del progetto, ndr) – continua l'ingegnere – ha accettato l'ipotesi di valutare uno spostamento ad agosto, un periodo in cui i disagi sarebbe limitati a poche settimane di preparazione. Su un punto però i rappresentanti di 200 mila cittadini hanno trovato pieno accordo: Niente più costruzioni senza mobilità”.
Hanno trasformato l'idea in un convegno e poi hanno pure presentato due progetti: un metrò leggero per l'Aeroporto di Fiumicino, firmato da un ex Intermetro, l'ingegner Paolo Ercolani e il sottovia della Cristoforo Colombo che porta la firma dello stesso Biuso che l'ha illustrato (inutilmente prima all'ex assessore Morassut e poi al presidente del Municipio Calzetta) e all'ad di Eur Spa Riccardo Mancini, facendolo transitare per le commissioni Lavori Pubblici e Urbanistica del Comune. L'ingegnere non chiede soldi, perché il progetto è un regalo alla città “che soffoca” ma pretende un minimo di attenzione affinché una soluzione a costo zero possa avere un peso nelle scelte urbanistiche del quadrante sud.
La soluzione tecnica. Il tunnel ipotizzato è un sottovia che mantiene le stesse corsie della strada in superficie. Venendo da sud si apre proprio in prossimità di viale Europa e prosegue sino a piazzale dell'Industria, per un totale di 1 chilometro e 200 metri. Il costo? Praticamente zero, perché il finanziamento dell'opera avverrebbe con la valorizzazione delle cubature che si potrebbero ricavare sotto i giardini di piazza Marconi dove Biuso ipotizza la creazione di un Business Center e una serie di parcheggi. “Basterebbe questo per coprire il costo dell'opera – conclude – e togliere tutto il traffico di attraversamento dall'Eur”. Il progetto, infatti, permetterebbe a chi va in direzione centro o da lì proviene e non è diretto nel quartiere, di intubarsi e di proseguire senza sfiorarlo. E non costa.



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