Parola di Alemanno. O dei suoi portavoce
"Chi pensa male parla male", così sentenziava uno dei personaggi di un film di Nanni Moretti, uno dei suoi strologanti alter ego. E scrive peggio aggiungiamo noi. Abbiamo tenuto d'occhio i comunicati stampa per una settimana in uscita dal Capidoglio, e nel mulinare delle parole il nostro rivelatore di lemmi usati a vanvera si è acceso ripetutamente.
Qualsiasi evento accada le parole che escono dai canali del Sindaco sono sempre le stesse: "Se ci sono delle responsabilità accertate, i soggetti dovranno pagare", suonano così più o meno. Con sfumature diverse a seconda che si parli dell'ennesimo incidente stradale oppure di una manifestazione che ha messo a ferro e fuoco le vie del centro.
Nessuno si aspetta che il responsabile della comunicazione abbia letto McLuhan o che la notte studi compulsivamente i filmati del duello Nixon-Kennedy, ma un doposcuola gestito dai filosofi francofortesi avrebbe giovato.
Peccato anche che nella squadra del sindaco ci sia qualche appartenente a Forza Italia sin dalla prima ora, quando a fare lezioni di marketing politico c'era Silvio Berlusconi che incitava ad essere sempre formalmente impeccabili. Anche quando si andava al gabinetto: "..e mi raccomando, se il water è sporco pulitelo, perché quello che entra dopo di voi penserà che siete stati voi.". Questi i suggerimenti di comunicazione che si perpetua a tutt'oggi fino alla costruzione di un intero discorso senza mai usare un negazione, pur dovendo rifiutare un incarico o un impegno. Magari, per osmosi, oppure via bluetooth con i tempi che corrono, qualcosa poteva trasmettersi alla squadra del Sindaco Alemanno.
Il presidente Cossiga aveva grande ironia di se stesso, tanto da sponsorizzare un libro dedicato alle scritte vergate sui muri di Roma contro di lui quando era ministro degli interni, un florilegio di "K" e "esse" scritte in caratteri gotici. La più originale, quella che amava e che faceva vedere a tutti coloro che andavano a trovarlo negli ultimi tempi. L'avevano vergata alcuni camerati dopo una manifestazione durante la quale ne aveva fatti "schiaffare in cella" una ventina: "Cossiga, il cielo è nero. Arresterai anche quello?".
Peccato non aver portato in Campidoglio un po' di quello spirito, di quei ragazzi futuristi e verbalmente anarchici, almeno ci saremmo divertiti. Almeno quello.
Patrizio J. Macci


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