Parentopoli all'Atac: ecco le prove che le regole sono state violate

Venerdì, 31 dicembre 2010 - 14:37:00

Atac Roma

di Fabio Carosi

Altro che “rispetto formale delle procedure”, come ha affermato l'avvocato Titta Madia dopo il deposito presso l'ufficio del procuratore aggiunto Alberto Caperna, della relazione elaborata dalla speciale Commissione istituita per accertare la regolarità delle assunzioni di parenti, amici e affini.

All'Atac le regole c'erano: scritte bianco su nero e Affaritaliani.it è in grado di dimostrare che la vicenda di parentopoli non è solo una pessima pagina della moralità vigente nelle aziende controllate dal Comune, ma una palese violazione di leggi e regolamenti. La verità inoppugnabile è contenuta in tre documenti che Affaritaliani.it ha rinvenuto negli archivi di via Prenestina 45, sede dell'azienda Atac, sino a un anno fa Trambus e che l'uomo chiamato a salvare i trasporti romani dal caos e dal fallimento, il nuovo ad Maurizio Basile e gli avvocati che hanno curato l'esame dei documenti e delle assunzioni, dovrebbero conoscere.

In ordine: il Codice Causi, la delibera con la quale il cda Trambus recepisce il regolamento e la successiva integrazione con il recepimento della legge Brunetta che disciplina le assunzioni. Dunque le regole non solo c'erano, ma l'ex Atac le aveva fatte proprie con documenti firmati e controfirmati dai massimi vertici che, di fatto, imponevano comportamenti etici nel reclutamento del personale di ogni livello e grado. Altro che parenti e amici/elettori. Più che il clientelismo, il vero scandalo è la verità nascosta.

ALLEGATO 1 CODICE CAUSI

Ecco i documenti. Partiamo dal cosiddetto Codice Causi. L'allora assessore al Bilancio della Giunta Veltroni, in data 29 novembre 2006 ottiene il via libera della Giunta alla delibera 632 “Approvazione dello schema del Codice per la "disciplina delle procedure di ricerca, selezione e inserimento di personale" per le società "in house", le Aziende Speciali e le altre società controllate non quotate alla Borsa Valori o partecipate dal Comune di Roma”. Al documento è allegato un codice preciso al quale tutte le aziende si devono uniformare e che la delibera riassume cosi nel rispetto dei criteri di massima trasparenza, efficacia ed economicità nella selezione e valutazione del personale, impegnando le società esterne a rilasciare una dichiarazione di imparzialità e trasparenza del lavoro. E il Codice etico all'articolo 6 recita: “Nei casi in cui la società non abbia fatto ricorso a procedure ad evidenza pubblica tali da garantire l'oggettività della selezione, è fatto divieto che coniugi o parenti di primo grado dei soggetti che coprono responsabilità di controllo o di amministratore e/o di dirigente o di quadro titolare di posizione siano assunti o comunque incaricati a qualsiasi titolo dalla Società o dalle sue controllate. Analogo divieto si applica ai coniugi o parenti di primo grado dei soggetti che, con riferimento alla Società, ricoprono ruoli di rappresentanza, di indirizzo e di controllo”.

ALLEGATO 2 DELIBERA TRAMBUS ADOZIONE

Presi da iper produttività, i dirigenti della Trambus impiegano quasi un anno per adottare la delibera sino a quando il Cda Trambus il 7 settembre 2007 (Raffaele Morese, Raffaele Ranucci, Francesco Alemanni, Sandro Cavola e Luigi Pamphili) approva la direttiva del Comune con l'adozione del Codice di disciplina.

ALLEGATO 3 TRAMBUS ADOZIONE BRUNETTA

Cambia la maggioranza al Comune e anche il vertice Atac con l'arrivo di Adalberto Bertucci. Le leggi no. Nel frattempo è intervenuto sulla materia anche il ministro Brunetta e così la Trambus il 29 ottobre 2008 ribadisce il Codice del Comune, lo integra con la nuova legge e addirittura chiede un parere di conformità sia all'associazione di categoria Asstra che ad un legale di fiducia. Alla fine Bertucci ottiene dal Cda il mandato per aggiornare tutte le procedure aziendali, con l'impegno di garantire addirittura adeguata pubblicità persino alle assunzioni per gli staff, cioè funzionari apicali e dirigenti. Insomma, Adalberto Bertucci, sconfessato dal sindaco per aver imbottito l'azienda di raccomandati provenienti dal mondo sindacale, dal centrodestra e perfino dagli ex terroristi era il garante del rispetto delle regole di trasparenza e limpidezza nelle politiche di assunzione. Non ce ne voglia l'ex “signore dei trasporti romani” ma la battuta viene spontanea: come se il conte Dracula fosse nominato presidente dell'Avis. Alla luce dei documenti due i quesiti: il nuovo ad Basile li ha letti? La relazione inviata alla procura contiene anche le due delibere, una delle quali proprio firmata dallo stesso Bertucci? Il quesito lo giriamo all'Atac con preghiera di risposta. I documenti sono allegati, a disposizione della magistratura. Ora non ci sono più alibi e scuse. Chi dice che era tutto ok, mente

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