Cesare Pambianchi finisce in manette: bufera sulla Confcommercio romana
di Fabio Carosi
Carlo Mazzieri e Cesare Pambianchi: insieme nella vita dal 1964 come uno degli studi di dottori commercialisti più in vista di Roma e, da questa mattina, insieme anche in carcere. A fermare la florida attività dello studio e ad azzoppare la potentissima Confcommercio di Roma e del Lazio nella quale Pambianchi è presidente indiscusso dal 2001, è stata all'alba la Guardia di Finanza che ha eseguito 45 ordini di custodia cautelare a seguito di un'indagine dei Pm Francesca Loy, Francesco Ciardi e Sabina Calabretta (coordinati dal procuratore aggiunto Nello Rossi). Secondo i piemme i due si sarebbero resi protagonisti di un meccanismo di elusione fiscale attuato attraverso il trasferimento all'estero, specie in Bulgaria ed Inghilterra, di società in stato prefallimentare.
![]() Cesare Pambianchi |
Agli arrestati, la metà circa in carcere e il resto ai domiciliari, sono contestati a vario titolo l'associazione a delinquere, la bancarotta fraudolenta, il riciclaggio, reati fiscali, emissione di fatture false e appropriazione indebita. L'inchiesta della guardia di finanza e della Procura di Roma riguarda complessivamente un'ottantina di persone tra cui anche bancari, avvocati, notai e appartenenti ai gruppi Conad e Centrapol. È stato inoltre disposto il sequestro di beni e valori per oltre 80 milioni di euro.
Ma chi è Cesare Pambianchi e quale potere rappresenta a Roma? A parte lo studio da commercialista, Pambianchi è un imprenditore di rilievo nel settore delle palestre e del wellness con la società Dabliù, esportato in Svizzera attraverso la costituzione di una socità con la quale avrebbe realizzato una spa esclusiva nella località di Crans Montana, precisamente all'interno del Grand Hotel du Golf. E proprio su questa operazione si sarebbe concentrata l'attenzione della Guardia di Finanza dopo l'inserimento dell'imprenditore nella lista Falciani, l'elenco dei presunti evasori trafugato da un dipendente della filiale di Ginevra della banca Hsbc. Pambianchi era in compagnia di nomi eccellenti come lo stilista Valentino, la howgirl Elisabetta Gregoraci e il marito Flavio Briatore.
Diverso è invece il ruolo politico di Pambianchi. In sella dal 2001 nella potentissima Confcommercio di Roma e del Lazio che conta qualcosa come 24 mila iscritti, il presidente è stato il grande protagonista della battaglia contro l'ex amico Giancarlo Cremonesi per la conquista della Camera di Commercio di Roma. Da sempre uomo di centrodestra, Pambianchi è stato tradito proprio dal fuoco amico, dall'amico e sindaco Giovanni Alemanno che ha guardato con favore l'accordo tra gli artigiani di Cna, guidati da Lorenzo Tagliavanti e gli industriali di Aurelio Regina. Fatto fuori da un accordo che puntava a tenere in equilibrio più le associazioni che la rappresentatività numerica, il leader della Confcommercio è rimasto a guardare. Soprattutto la distanza che ha preso la politica al momento dell'arrivo dell'avviso di garanzia culminato oggi con l'arresto. “Anche perché – dicono i ben informati – era da tempo che le manette erano nell'aria”. La caduta di Pambianchi apre una voragine nell'associazione e una nuova battaglia per l'eredità che vede come protagonisti il vicario Roberto Polidori, leader di Federabbigliamento e Giuseppe Roscioli, a capo degli albergatori romani.



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