Ostia, il pasticcio del raddoppio del porto

Giovedì, 12 maggio 2011 - 11:33:00

 

Andateci subito all'Idroscalo di Ostia se potete, rischiate di non vederlo mai più. Nel calendario del pomposo Consiglio Comunale di Roma Capitale, oggi potrebbe andare al voto il raddoppio del Porto di Ostia che comporterà la demolizione di tutte le case dell'Idroscalo: una comunità di individui che esiste da oltre cinquanta anni verrà spazzata via. Nessuno potrà più guardare quel borgo e misurare le parole con cui l'ha descritto Pier Paolo Pasolini: "Dietro la massa della case si allunga la spiaggia, un arco che pare senza fine, da una parte e l'altra dell'orizzonte incendiato dal sole che lo scolpisce nell'aria con i suoi colori liquefatti. Il grigio della sabbia, i sassi della scogliera, le cento tinte delel vernci delle case, gli intonaci dei muretti, tutto è ammassato nel sole in una immobilità irreale. Ma in questa immobilitàdovuta alla lontanaza dal mondo si sente straripare la felicità".


Tutto questo verrà cancellato per fare spazio ad alberghi, un ristorante, un parco fluviale. Benchè il Porto di Ostia sia in area a rischio esondazione, da oggi in poi ogni seduta dell’assemblea Capitolina sarà buona per votarne l’ampliamento: altri 611 posti barca, 656 posti auto e un molo di 2,5 km che potrà ostacolare, alla foce, il normale deflusso a mare del Tevere.


Tutto lo schieramento politico vuole l’ampliamento, anche le forze ambientaliste, che avranno in gestione le aree di interesse naturale dietro il porto. Così come il Pd del XIII Municipio che nell'aula del Muncipio ha votato contro e poi ha formato un documento nel quale ha dato il via libera. Sempre nel parlamentino e col l'astensione di due Popolari, a giocare un ruolo strategico è stato l'Udcm che ha come proprio coordinatore municipale, l’ex Assessore ai Lavori Pubblici del Pd, nonché direttore tecnico dei lavori del Porto.


E i cittadini ? Il porto non ha mai recato realmente dei vantaggi alla comunità dal 2001, anno della sua costruzione, soprattutto agli abitanti dell’Idroscalo che vivono alle sue spalle. Infatti l’Autorità di Bacino del fiume Tevere ha chiesto di verificare se l’ampliamento del porto peggiori il livello di criticità cui sono sottoposte le abitazioni dell’Idroscalo. In caso affermativo, sempre l’Autorità, ha richiesto di assumere “procedure delocalizzative della stessa zona complessiva dell’Idroscalo di Ostia”.


Dove andranno i residenti non si sa, le case promesse sono ancora fantomatici progetti neanche iniziati, aleggia la minaccia della deportazione nei residence lasciata dall'esperienza del febbraio 2010, quando quasi mille rappresentanti delle forze dell'ordine in tenuta antisommossa operarono uno sgombro dichiarato poi illegittimo dal Tar alle prime luci dell'alba,trasformando tutta la zona in un Vietnam a mezz'ora da Roma.


 di Patrizio J. Macci

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