Reato di omicidio stradale ed educazione civica. Così la strada diventa più sicura
Firmato un protocollo d’intesa fra Pirelli, Ministero dell’Interno e Ministero dell’Istruzione: per tre anni si lavorerà congiuntamente per lo sviluppo di progetti di sicurezza stradale. Primo passo, la prevenzione nelle scuole, ma anche la certezza della pena
I ministeri dell’Interno e dell’Istruzione in un’iniziativa congiunta con Pirelli per garantire la sicurezza stradale. Firmato un protocollo che prevede per i prossimi tre anni una serie di iniziative prese di comune accordo per contrastare il fenomeno degli incidenti stradali.
Il primo passo sarà educare gli studenti nelle scuole medie superiori, obiettivo perseguito anche grazie a un video girato da Pirelli e polizia stradale per spiegare ai ragazzi l’importanza della guida sicura, garantita anche dai programmi di insegnamento di cittadinanza e Costituzione, previsti dal ministro Gelmini nelle scuole.
Lo scopo: ridurre drasticamente il numero di incidenti stradali, che nei ragazzi fra i 14 e i 25 anni costituiscono la prima causa di morte, e che, come sottolinea il ministro Maroni, “costano all’Europa 220 miliardi di euro l’anno”. Per questo l’investimento sulla sicurezza stradale, anche grazie a partenariati con aziende private, è un investimento che garantirebbe risparmi in termini di vite umane, ma anche di costi.
Altra via per debellare la piaga degli incidenti stradali è la certezza della pena: su questo si è espresso anche Mario Valducci, presidente della commissione trasporti della Camera dei Deputati, che, presente alla conferenza di presentazione del protocollo, invoca l’introduzione del reato di “omicidio stradale”, e di una sorta di “ergastolo della patente” che vieti ai colpevoli di incidenti stradali mortali, di guidare qualsiasi mezzo di locomozione per tutta la vita. Secondo Valducci, inoltre, si è reso necessario un codice stradale duplice: costituito da una parte di articoli che regolamentino il comportamento dei cittadini alla guida, e dall’altra parte da articoli che vincolino le aziende impiegate nella produzione di autoveicoli e ricambi, al rispetto di parametri di sicurezza fissati con certezza.
Anche Tronchetti Provera, nel ribadire l’impegno della Pirelli sul fronte della sicurezza stradale, ha ricordato come i risultati di questo impegno si vedano “anche a livello internazionale”. Il primo modo per scongiurare incidenti, secondo Provera, è quello di avere pneumatici sicuri “Il pneumatico non lo guarda nessuno, a meno che non ci mettiamo il calendario sopra, ma è un elemento fondamentale per la sicurezza. Basti pensare che su cento prodotti in circolazione in Europa, solo sei aziende hanno ricevuto l'omologazione” dell'Ue, che, “entro fine 2012 renderà obbligatoria l’esposizione del marchio di conformità degli pneumatici, riguardo standard di sicurezza e tutela ambientale”.


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