Olimpiadi senza Metro C. Ecco la strategia del Comune
Di Fabio Carosi
![]() |
LA STRATEGIA- Dunque, niente metro C, al suo posto una exit strategy costruita sull’esperienza dei Mondiali di calcio del 1990 e quindi gestita come una delle tante emergenze di una città abituata a gestire grandi eventi. Questa è la soluzione alla quale è giunto il Comune, soprattutto dopo la manovra finanziaria che ha ridotto i fondi per Roma Capitale e messo a rischio i fondi che il Cipe dovrebbe approvare nella seduta di giugno, interamente destinati alla tratta centrale.
Vediamo subito come senza la terza linea della metropolitana, il Campidoglio ha in mente di gestire l’evento. Intanto il periodo: le Olimpiadi si terranno a cavallo tra il mese di luglio e quello di agosto e quindi nel periodo di minor traffico dell’anno. Poi l’esperienza: nel 1990 un oscuro ma geniale ingegnere del Dipartimento Mobilità, inventò un sistema di gestione del traffico e della mobilità che consentì alla nazionale di calcio di fare avanti e indietro con il Comune di Marino, dove aveva un piccolo villaggio, e poi di garantire afflusso e deflusso dallo stadio Olimpico di migliaia di tifosi.
Dunque, chiusure del traffico di porzioni della città per lo spostamento degli atleti dal villaggio Olimpico di Tor di Quinto e poi una rete di trasporto specifica, a servizio del flusso dalle zone alberghiere del centro storico, sino alle sedi principali aree olimpiche. 
Nulla di più se non un pass speciale per Noleggi e Taxi, ai quali andrà aggiunto l’ormai prossimo piano per i bus turistici.
Per gestire gli interventi, l’assessore alla Mobilità Marchi ha ipotizzato la creazione di una speciale struttura tecnica mista con rappresentanti delle aziende dei trasporti e polizia municipale. “D’altronde Roma ha gestito eventi più grandi come il Giubileo”, hanno commentato durante la riunione. E così è tornata alla mente la Giornata Mondiale della Gioventù, quando più di un milione di persone arrivò a Tor Vergata utilizzando pullman e la vecchia linea A del metrò che per l’occasione arrivò a far viaggiare i convogli a distanza di 2 minuti l’uno dall’altro.
E questo la Metro C sarà operativa solo nella tratta Pantano-San Giovanni. La certezza che non ce la farà ieri l’hanno manifestata sia l’assessore Marchi che l’ad di Roma Metropolitane Federico Bortoli. È quest’ultimo che tiene la “cassa” ormai vuota, al quale è stato dato il compito di rallentare quanto più possibile il progetto della tratta San Giovanni-Clodio un po’ per risparmiare il dissanguamento del Comune, un po’ perché senza i fondi Cipe, il prolungamento resta una chimera. Per l’avvocato Bortoli il compito di spiegare alle imprese perché la linea C dovrà andare avanti piano piano.



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















