Nucleare, Latina chiede il risarcimento

LATINA - La richiesta, indirizzata a Comune e Provincia, arriva dal Pd, che sollecita le istituzioni locali a impegnare Sogin e il Governo a “risarcire” la provincia di Latina, dove hanno sede gli impianti di Borgo Sabotino e del Garigliano. L'obiettivo è destinare una parte delle spese alle politiche ambientali del territorio e a un'indagine epidemiologica. Ma si guarda anche a una ricaduta occupazionale per le imprese pontine

Lunedì, 6 febbraio 2012 - 11:20:00


Le operazioni di decommissioning nucleare sotto la lente d'ingrandimento. Lo chiede il Pd della provincia di Latina, per voce del suo responsabile ambiente Luigi Di Mambro, che in una lettera aperta al sindaco e al presidente della Provincia ripropone il tema delle garanzie per il territorio. Garanzie sulla sicurezza prima di tutto, sulla tutela ambientale e sulle ricadute occupazionali delle operazioni di smantellamento della centrale nucleare di Borgo Sabotino, a Latina.

Centrale nucleare di borgo sabotino


Il decommissioning costerà, fino al 2015, 4,8 miliardi di euro. E nelle previsioni decennali fino 9,5 miliardi di euro saranno destinati alla progettazione e realizzazione del deposito unico nazionale delle scorie. Fatte le dovute premesse, il Pd chiede che i consigli provinciale e comunale di Latina deliberino su alcuni punti essenziali. Primo fra tutti la spesa. Si chiede cioè di impegnare ufficialmente il Governo Monti a destinare una parte delle previsioni di spesa per mega-appalti di restyling ai capitoli di bilancio del Comune di Latina, come fondi finalizzati e vincolati alle politiche ambientali e alla realizzazione di un'indagine epidemiologica sui danni del nucleare nella popolazione.

Alle istituzioni locali si chiede poi di dichiarare un categorico No al deposito unico nazionale di stoccaggio a Latina o al Garigliano, una pronuncia ufficiale per scongiurare definitivamente il rischio di vedere i due siti nucleari della provincia pontina inseriti nell'elenco delle località in cui realizzare il deposito nazionale.

L'ultima, ma non meno importante, richiesta riguarda le garanzie di una ricaduta occupazionale degli investimenti programmati per le imprese pontine. “Al riguardo – spiega Di Mambro del Pd – sarà opportuno che Comune e Provincia siano informati in modo dettagliato sui termini del protocollo d'intesa che la Sogin dichiara di aver sottoscritto con Assital, l'Associazione nazionale costruttori, e sui protocolli precedentemente stipulati con altre associazioni di categoria”. L'obiettivo è di garantire alle imprese del territorio un margine di ricaduta occupazionale, che qui si avverte più che in altre province sedi di impianti nucleari.



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